Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Fashion Revolution Day: etichetta in vista per ricordare il Bangladesh

Domani la campagna internazionale per ricordare le 1133 vittime della strage del tessile
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – L’attrice Rosario Dawson, il regista Andrew Morgan, le attrici Lella Costa e Maria Amelia Monti, la giornalista anti-spreco Cristina Gabetti: sono alcuni dei personaggi che, facendosi ritrarre con gli abiti al contrario, hanno aderito al Fashion Revolution Day 2016, la campagna internazionale che domani, 24 aprile, porrà a tutti una semplice domanda: “Chi ha fatto i miei vestiti?”.

Per aderire alla campagna basta indossare gli abiti con l’etichetta bene in vista, fotografarsi e condividere le foto attraverso i social media (Facebook, Twitter, Instagram) con l’hashtag #WhoMadeMyClothes, taggando i grandi marchi della moda e condividendo le loro risposte.

fashion revolution day

L’iniziativa vuole commemorare l’anniversario della strage di Rana Plaza a Dhaka, in Bangladesh, dove il 24 aprile 2013 hanno perso la vita 1133 operai del tessile. Dal 18 al 24 aprile 2016 la Fashion Revolution Week chiama così a raccolta tutti coloro che “vogliono creare un futuro etico e sostenibile per la moda”.

Durante la settimana, in 86 Paesi del mondo, si succedono eventi e iniziative per sostenere un grande, unico messaggio di giustizia e celebrare la moda come “forza di cambiamento”, mostrando il proprio sostegno a chi vuole creare filiere trasparenti, etiche e giuste. Fashion Revolution nasce in Gran Bretagna da un’idea di Carry Somers e Orsola De Castro, pioniere del fair trade.

In Italia è coordinata dalla stilista Marina Spadafora, direttrice creativa di Auteurs du Monde e ambasciatrice di una moda etica e sostenibile, con Virginia Pignotti, Laura Tagini e Carlotta Grimani, ed è sostenuta da Altromercato – la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia – insieme alle Botteghe del Mondo su tutto il territorio nazionale.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»