Sud, Bardi: “Servono strumenti, concretezza e un nuovo slancio”

Lo ha detto oggi il presidente della Regione Basilicata, intervenendo a "Sud - Progetti per ripartire", l'iniziativa di ascolto e confronto promossa dalla ministra Mara Carfagna
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POTENZA – “Se dopo 70 anni di intervento pubblico, il Pil pro capite al Sud è tornato come quello ai primi anni del dopo guerra, vuol dire che c’è bisogno di nuovo slancio, rigore, strumenti e concretezza”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, intervenendo a “Sud – Progetti per ripartire”, l’iniziativa di ascolto e confronto promossa dalla ministra Mara Carfagna.

Il presidente non nasconde il timore che l’opportunità derivante dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) “venga sprecata rispetto all’obiettivo primario di unificazione economica del paese” e spera “che venga prevista una interlocuzione tra autonomie locali e Mef nel più breve tempo possibile”. Rispetto al Pnrr Bardi ha esplicitato come priorità della Basilicata sia l’aumento dell’occupazione, specie quella giovanile. “Ciò presuppone – ha spiegato – condizioni generali che possano favorire questo intervento, quale per esempio la realizzazione di un corridoio trasversale Salerno – Potenza – Matera – Bari, annunciato ma mai concretizzato, fondamentale per i processi di interconnessione tra le economie regionali”.

Al centro degli obiettivi della Basilicata ci sono le infrastrutture materiali, come il completamento dei grandi schemi idrici, “strategiche – ha spiegato Bardi – sia per l’economia regionale sia per soddisfare la domanda di sviluppo per un distretto agro alimentare di valenza nazionale”. Per Bardi il governo nazionale non può non tener conto delle proposte della Basilicata, “considerato il contributo che la Regione dà al paese sia per le sue risorse petrolifere, che contribuiscono a soddisfare il fabbisogno energetico e le entrate fiscali, pari al 60%, sia per le risorse idriche che soddisfano anche la domanda della regione Puglia”. Infine l’appello affinché “il vincolo temporale del Pnrr non indirizzi verso la scelta di azioni di breve periodo, ostacolando i nuovi interventi che richiedono tempi di attuazione maggiori di dicembre 2026”, a partire dalle infrastrutture.

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