Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Sport e parità di genere, presentato all’Olimpico ‘Jump the gap’

jump the gap
Cozzoli: "In Italia solo una donna su tre fa sport"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – “Per la prima volta vari enti di promozione sportiva hanno deciso di mettersi insieme per un progetto che desse nuove opportunità e prospettive di lavoro. Lo hanno fatto grazie alla sensibilità e ai finanziamenti di Sport e Salute e all’università di Padova, che ci ha aiutati nella ricerca”. Così ha esordito Bruno Molea, presidente AiCS (Associazione italiana Cultura Sport) alla conferenza stampa del progetto ‘Jump the Gap- oltrepassare le barriere dello sport di base per le donne’, che si è tenuta oggi a Roma nella sala stampa dello Stadio Olimpico. “Il fatto eccezionale- ha sottolineato- è che Sport e Salute non ha solo finanziato, ma ci ha fornito anche le risorse umane che ci hanno aiutato in tutta la ricerca. Questo è davvero innovativo: da una parte il finanziamento, dall’altra la partecipazione attiva e le associazioni (ACSI, CSEN, LIBERTAS e AICS) che hanno superato i loro campanili per un progetto comune”.

Anche Vito Cozzoli, presidente di Sport e Salute S.p.A., è intervenuto alla conferenza sottolineando che “Sport e salute nell’ultimo anno e e mezzo ha invertito la tendenza promuovendo la collaborazione fra enti di promozione sportiva. È una novità nel panorama sportivo italiano e un modello virtuoso di collaborazione in cui gli enti hanno rinunciato in parte alla propria identità in ragione di un bene comune, la promozione dello sport e di un corretto stile di vita. Cerchiamo di unire e non dividere. Gli enti di promozione sportiva- ha proseguito- sono al servizio dello sport in questo caso fornendo dati utili per leggere un fenomeno. Noi abbiamo il dovere di leggere i fenomeni e i segni dei tempi, con statistiche che possano consentire di capire le criticità dello sport e dove intervenire”. Il dato riportato da Cozzoli “purtroppo è chiaro: abbiamo trovato l’eredità pesante di essere il quinto paese più sedentario di Europa. L’obiettivo della nostra ricerca è il superamento delle barriere per le donne. In Italia solo il 28% delle donne fa sport sia in alto livello che di base. Una donna su tre, non va bene. La parità di genere- ha detto ancora- deve caratterizzare tutti gli ambiti società e ancora di più lo sport perché pratica sportiva aiuta la qualità della vita anche in termini clinici”. Vito Cozzoli ha parlato anche degli investimenti di Sport e Salute nella promozione dello sport nella scuola primaria: “Sediamo nel G7 e mettiamo a disposizione solo un’ora di educazione fisica nella scuola. Sport e Salute ha investito 17 milioni nella scuola primaria, è il 175% in più rispetto a prima.

Solo attraverso l’unità di intenti- ha concluso- possiamo superare le barriere che oggi ostacolano le donne e i bambini dall’accesso allo sport”. Antonino Viti, presidente dell’ACSI (Associazione Centri Sportivi Italiani), ha ricordato che “questi questionari si riferiscono all’ intera popolazione del paese, ci sono moltissimi sport a maggioranza femminile, come il fitness, la danza, la ginnastica artistica. In alcuni sport le donne sono al 60%”. Si è poi soffermato sulla condizione degli impianti sportivi: “È un disastro. Nonostante le tante medaglie olimpiche, oggi il comune ti fa pagare 5000 euro il palazzo dello sport e c’è carenza e fatiscenza degli impianti. Lo sport- ha detto ancora- è stato l’elemento più qualificante de nostro paese in quest’estate di contraddizioni, ha parlato chiaro ma adesso le istituzioni ne devono trarre frutto. Le condizioni per fare sport- ha concluso- sono quelle ideali ma soprattutto quelle strutturali”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»