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Apre la Fondazione Andrea Bocelli, domenica l’inaugurazione nel complesso San Firenze

fondazione andrea bocelli
La creatura del celebre tenore, che avrà sede nel palazzo storico del centro di Firenze, si occuperà di progetti legati all'educazione e alla formazione
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FIRENZE- “Ritengo che nell’educazione stia la speranza nel domani. Soprattutto in momenti come questo. Non c’è intelligenza che possa rendersi utile se non è ben coltivata”, per questo “ho abbracciato con tutte le mie forze la mission” dell’Andrea Bocelli Foundation. Lo sottolinea il celebre tenore a 48 ore dall’apertura della nuova sede della fondazione, a Firenze. Domenica, infatti, in occasione della giornata internazionale dell’educazione, alle 15 Abf aprirà ufficialmente le porte nel complesso di San Firenze (anche se per ora virtualmente, sui propri canali social), nell’omonima piazza a fianco di Palazzo Vecchio.

Grazie all’accordo sottoscritto con il Comune, infatti, la ‘creatura’ di Bocelli– nata dieci anni fa per combattere la povertà, l’analfabetismo, l’esclusione sociale- avrà in comodato d’uso gratuito il secondo piano del palazzo per dieci anni, con la possibilità di rinnovo fino a 29. La fondazione, a sua volta, si è impegnata a realizzare un complesso progetto di restauro “per riportare gli spazi alla loro precedente bellezza e splendore”, si spiega. Oltre alla testa dell’Abf, in San Firenze troverà spazio il ‘GlobaLab’, un progetto professionale che mira a incentivare e guidare il talento dei giovani.

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L’arrivo della fondazione “è un messaggio di luce e speranza, peraltro in momento difficile, pieno di incertezze”, spiega il sindaco Dario Nardella. Grazie a questo legame “possiamo dare nuova vita ad un palazzo bellissimo, San Firenze, uno dei gioielli del baracco italiano”. Insieme alla città l’Abf “potrà portare sempre più in alto progetti legati all’educazione, alle nuove generazioni, alla formazione, nel segno della cultura e della solidarietà”. Così “dimostriamo che pubblico e privato possono lavorare insieme, se esiste un progetto chiaro”. Parole che rilancia subito dopo Bocelli: questo patto “è un esempio molto virtuoso, perché in Italia c’è poca fiducia nella possibilità di vedere collaborare in modo fattivo e costruttivo il pubblico con il privato. Invece sarebbe la soluzione di tanti problemi”.

Nel corso di questa anteprima, c’è spazio anche per l’ex ministra Stefania Giannini, oggi vicedirettrice generale dell’Unesco per l’Istruzione. L’educazione, dice, “è lo uno strumento fondamentale per lo sviluppo e per la sostenibilità e in questo laboratorio globale la fondazione Bocelli, con molti altri partner, svilupperà un progetto per il coinvolgimento dei giovani a cui trasmetterà conoscenze e competenze specifiche, tecniche, artistiche ma soprattutto umane, valoriali. E questo è un contributo importante per lo sviluppo dell’obiettivo quattro dell’Agenda 2030″, ovvero “educazione di qualità, inclusiva per tutti”.

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