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Riaprono i musei a Firenze, “boccata d’ossigeno” per chi ama l’arte

il direttore degli Uffizi Eike Schmidt e il sindaco di firenze dario nardella
Dal direttore degli Uffizi Eike Schmidt al sindaco Dario Nardella fino al governatore Eugenio Giani: tutti concordi nel dire che non sono i luoghi d'arte quelli a maggior rischio di contagio, anzi, sono un vero conforto dalla situazione attuale
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FIRENZE – Meglio le riaperture, anche a singhiozzo, che i portoni dei musei chiusi. Non ci sono dubbi per il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt. Quella permessa dal dpcm nelle regioni gialle e nei giorni feriali “è un enorme boccata d’ossigeno. Per chi può venire, adesso è il momento”, dice nel giorno in cui il giardino di Boboli torna visitabile e dopo aver calendarizzato la ripartenza di palazzo Pitti, domani, e giovedì quella degli Uffizi.

il direttore degli Uffizi Eike Schmidt

“Siamo ben consapevoli- osserva- che per i prossimi mesi ci rimetteremo tanto. Tuttavia queste aperture non hanno un senso economico, piuttosto rendono l’accesso ai proprietari di questi spazi e dei capolavori che contengono, ovvero il popolo italiano”. Inoltre “c’è un senso ancora più profondo, il valore della cultura e dell’arte per l’umanità. Chi non è potuto entrare in questi ultimi mesi ha una vera sete d’arte, come leggiamo da chi ci scrive anche sui social”. È questa “la possibilità che diamo in una situazione pandemica per niente risolta: avere un conforto attraverso il contatto con un’opera d’arte, oppure passeggiando nel giardino di Boboli”. Per il direttore “la speranza è che dalla fascia gialla si arrivi alla bianca e che il problema si risolva a livello mondiale, nel corso di quest’anno. Tuttavia anche se le riaperture fossero a singhiozzo”, nel caso la Toscana tornasse in zona arancione, “restano importanti”.

NARDELLA: “NEI LUOGHI D’ARTE SI RISCHIA MENO CHE AL SUPERMERCATO”

“Francamente non penso che il contagio parta dalle sale dei musei, se vogliamo dirla tutta”. È quanto osserva il sindaco di Firenze, Dario Nardella, pochi minuti dopo la riapertura dei giardini di Boboli. A fianco ha il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che conferma sorridendo: “Su questo possiamo essere sicuri, abbiamo delle misure che garantiscono molti meno rischi che al supermercato, ad esempio”. Certo, sottolinea ancora Nardella, “capisco che si colleghi l’apertura dei museo al colore della regione, perché laddove la situazione del contagio dovesse peggiorare è evidente che bisogna ritornare a stringere un po’ le regole”. Così in Toscana “speriamo di rimanere gialli e tenere i musei aperti”.

Eike Schmidt Dario Nardella

Detto questo per il primo cittadino il fatto che Boboli possa accogliere nuovamente i visitatori “è un altro segno di grande coraggio“. Che si aggiunge alla riapertura dei musei civici, dove ieri “abbiamo avuto più persone di quelle immaginate. Siamo sempre su numeri piccoli, però è la conferma che c’è un desiderio di riappropriarsi della cultura e questo credo sia l’incoraggiamento più forte che possiamo avere”. Con questa scelta, infine, “mi pare che il ministro Franceschini abbia miscelato bene la prudenza da un lato e dall’altro la disponibilità a dare una spinta al patrimonio culturale italiano, perché abbiamo bisogno di fiducia e di messaggi positivi, senza abbassare mai la guardia. Credo che questa sia una buona decisione”.

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GIANI: “IL LIVELLO DI CONTAGI È GESTIBILE, BENE LE RIAPERTURE”

“Stamani ho visto che siamo a 241 contagi, ci manteniamo su un livello oggettivamente molto gestibile. Sono convinto, quindi, che sia stata una bella iniziativa” quella di aver permesso “in zona gialla la riapertura dei musei e delle mostre”. Lo sottolinea il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, intervenuto alla riapertura del giardino di Boboli, a Firenze, a proposito del rischio di ‘stop and go’ sulla ripresa delle attività nei musei (che restano chiusi in fascia arancione e rossa). Naturalmente è fondamentale “il distanziamento, la grande attenzione e l’uso delle mascherine”, tuttavia la ripresa “era importante. Io ne avevo fatto anche una battaglia nelle conferenza dei presidente delle Regioni” e “così si è voluto dare positivamente questo segnale dal governo”.

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