Tutela minori, per aiutare le madri nasce So.Germa

Presentata oggi nella sede dell'Agenzia Dire da cristiana rossi, mamma coraggio
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ROMA – “Ho ritenuto importante raccontare la mia storia per lanciare un messaggio di ottimismo a tutte le mamme che si trovano nella stessa condizione: se ne può venire fuori, nonostante la fatica e il dolore”. A parlare è Cristiana Rossi, mamma coraggio che, dopo aver subito violenza da parte dell’ex compagno, ha combattuto nove anni e mezzo per evitare il collocamento in casa famiglia della sua bambina, e, una volta ottenuto l’affido esclusivo, ha deciso di mettere a disposizione la sua esperienza fondando l’associazione So.Germa.

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L’iniziativa è stata presentata oggi nella sede dell’Agenzia di stampa Dire a Roma nel corso del convegno ‘Tutela dei minori tra violenza e conflitto’, alla presenza della pm della Procura della Repubblica di Roma, Silvia Pirro, e del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Lazio, Jacopo Marzetti. So.Germa. – che abbrevia i nomi della madre di Cristiana, persa quando aveva quattro anni, e della figlia, e ha come simbolo una stella marina – “ha l’obiettivo di affrontare il tema della violenza sulle donne e della tutela dei minori in modo ampio, con una prospettiva completa e un approccio multidisciplinare”, spiega Rossi, che con So.Germa. vuole mettere a disposizione delle donne “strategie difensive da elaborare insieme all’equipe che si occupa del caso”. Nella ‘squadra’, infatti, ci saranno psicologi e legali, “ma anche commercialisti, perché è importante affrontare queste tematiche sotto tutti i punti di vista- sottolinea la presidente dell’associazione- non tralasciando il danno economico che si crea alle famiglie ma anche alla società civile”.

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“Sono i bambini i più deboli, quelli che soffrono delle decisioni dei giudici, delle relazioni dei servizi sociali e delle Ctu- dice in apertura del convegno Rossi- Quello che ho riscontrato nei Tribunali, confrontandomi con tante donne che vivono la stessa tragica situazione che ho vissuto io, è che i trattati internazionali non vengono minimamente considerati, dalla Convenzione di New York a quella di Lanzarote, alla Convenzione di Istanbul, e spesso chiedono alle donne di fare un percorso genitoriale con il compagno maltrattante”.

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Per Silvia Pirro “non è possibile che non si tenga conto nel processo civile di una persona condannata nel penale. Se un uomo è condannato per maltrattamenti nei confronti della moglie e del figlio- chiarisce la pm della Procura della Repubblica di Roma- ci dovrebbe essere una ripercussione. Forse il civile andrebbe addirittura sospeso in attesa del penale”.

Così non è, denuncia dal pubblico l’avvocata e presidente dell’associazione ‘La giusta difesa’, Monica Nassisi, che da dieci anni si occupa di vittime di violenza, maltrattamenti e discriminazioni. “Sto seguendo una signora che ha avuto il coraggio di denunciare il marito che da anni la maltrattava- racconta- È stato disposto un divieto di avvicinamento nei confronti dell’uomo, ma in sede di reclamo il Tribunale ha detto che non andava bene perché i servizi sociali avevano relazionato che non era pericoloso”. Fuggita con il bambino, l’uomo ha continuato a perseguitarla “finché non è stato arrestato e condannato a 3 anni e 6 mesi”. Uscito dal carcere “lui ha ricominciato a seguirla, minacciandola di farle togliere il figlio. Ci è riuscito e il bambino è da due anni in una casa famiglia. La mia assistita- precisa l’avvocata- è stata costretta a sedersi vicina al marito maltrattante. Era chiaramente a disagio e la Ctu ha relazionato che si vedeva che non c’era accordo. Anche nell’ultima udienza il giudice ha continuato ad affermare la necessità di una cooperazione tra i due genitori anche se tuttora pendono procedimenti per atti persecutori a carico dell’uomo”. “Il minore non può essere un fascicolo da smaltire, né si può costruire un percorso giudiziario volto a screditare la figura materna”, rilancia Cristiana Rossi, che ribadisce: “Con l’affidamento al servizio sociale cominciano a girare soldi pubblici, per questo è importante avere revisori contabili indipendenti, professionisti non legati ai servizi sociali territorialmente competenti.

Marzetti: “In Italia manca una legge che preveda un intervento sulla conflittualità genitoriale”

“Quello che manca in Italia oggi è una legge che preveda un intervento sulla conflittualità genitoriale, un tema delicato su cui bisogna prevedere provvedimenti- sottolinea Marzetti- La competenza oggi è divisa in diversi Tribunali. Per questo occorrerebbe una sola competenza, con l’istituzione di un Tribunale della Famiglia”. “Tenete duro, denunciate e camminate tutte a testa alta perché noi donne non abbiamo fatto niente per meritare la violenza”, è l’appello in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre lanciato da Cristiana Rossi alle donne dai microfoni della Dire. L’appello alla politica “è che si occupino di legiferare in modo corretto e di istituire delle figure di controllo che siano effettivamente indipendenti”.

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21 Novembre 2019
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