Al via la 75esima assemblea dell’Onu, la prima virtuale

I discorsi per la prima volta saranno pre-registrati. Il segretario Guterres rilancerà l'appello per un vaccino accessibile in modo equo nel mondo
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ROMA – Niente incontri tra presidenti nei corridoi del Palazzo di vetro ma un numero record di discorsi, sia pure pre-registrati: sarà particolare l’Assemblea generale delle Nazioni Unite al via nel settantacinquesimo anniversario dell’organizzazione, chiamata oggi a impegni extra di fronte alla pandemia di coronavirus. L’appuntamento si aprirà nel pomeriggio italiano, la mattina a New York, con una cerimonia di commemorazione che avrebbe dovuto tenersi in realtà a giugno. A partecipare, in ragione delle limitazioni dovute al Covid-19, saranno perlopiù diplomatici accreditati presso l’Onu. Per i discorsi più attesi bisognerà invece attendere domani.

 

Ad aprire la giornata di domani sarà il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che rilancerà gli auspici e l’appello per un vaccino che sia reso accessibile con equità nel mondo nonché per il rispetto di quella tregua globale che aveva invocata mesi fa come prima risposta alla pandemia.

Secondo Olof Skoog, ambasciatore dell’Unione Europea presso l’Onu, il Covid-19 ha rivelato “in modo dirompente” tensioni tra i Paesi e all’interno dei Paesi stessi. “Penso che la maggior parte dei capi di Stato ritengano che le Nazioni Unite non siano mai state così necessarie come oggi – ha sottolineato il diplomatico – ma bisogna che siano Nazioni Unite adeguate e capaci di gestire le sfide globali, si tratti del Covid-19, dei cambiamenti climatici o di altro”.

Durante la sessione dell’Assemblea generale molti interventi saranno pre-registrati e trasmessi in formato digitale. Una modalità inedita che, numeri alla mano, ha determinato una partecipazione senza precedenti: a preparare messaggi, sia pur da remoto, sono stati tutti e 193 i Paesi membri. Tra i temi in evidenza al Palazzo di vetro ci saranno la biodiversità, con un vertice dedicato, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, con seminari a distanza, e la parità di genere e la condizione femminile, con il Summit Beijing+25, a 25 anni della Conferenza di Pechino.

Attenzione particolare anche nei confronti di tre Paesi, teatro di crisi di lunga durata e dall’esito incerto: Libano, Repubblica Centrafricana e Libia. Gli incontri, che fonti concordanti definiscono “riunioni speciali”, si terranno a margine degli appuntamenti del programma ufficiale.

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21 Settembre 2020
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