I cibi da spiaggia? Macedonia e caprese i ‘must’, ma c’è chi non rinuncia alle lasagne. Ecco la top ten

Tra i piatti che vanno per la maggiore c'è l'insalata di riso o pollo o mare. Ma anche la tradizione si fa sentire, ed ecco arrivare in spiaggia frittata, polpette e parmigiana
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Nonostante i divieti e i servizi offerti dagli stabilimenti balneari, resiste il pranzo al sacco in spiaggia nelle abitudini degli italiani anche se cambiano le preferenze con una maggioranza del 28% che porta insalata di riso, pollo o mare ed appena il 6% le classiche lasagne. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixè che ha tracciato la classifica dei menu da spiaggia degli italiani.

“In testa alle preferenze per l’ora di pranzo sotto l’ombrellone c’è- sottolinea la Coldiretti- l’insalata di riso o pollo o mare, seguita dalla semplice macedonia con il 20% e dalla caprese a base di mozzarella e pomodoro che è un must per il 18%. Ma tra i piatti preferiti “resistono anche le ricette più radicate della tradizione popolare dalla frittata di verdure o pasta (7%) alle polpette (7%) fino alla parmigiana (7%) tutte a pari merito”.

La svolta salutista a tavola, precisa la Coldiretti, “si sente anche in spiaggia dove la scelta degli alimenti è orientata dalla ricerca della forma fisica oltre che la praticità”. Il cibo resta comunque un ingrediente importante della vacanza in Italia dove circa un terzo della spesa turistica viene proprio destinata alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche per un importo complessivo stimato nel 2019 in oltre 27 miliardi all’anno, il massimo storico di sempre.

Non a caso il cibo rappresenta addirittura per quasi un italiano su cinque (19%) la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 53% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza e solo un 5% dichiara di non prenderlo per niente in esame secondo l’indagine Coldiretti/Ixè.

“L’Italia è l’unico Paese al mondo che può contare sull’agricoltura più green d’Europa con 297 specialità Dop/Igp riconosciute a livello comunitario e 415 vini Doc/Docg, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole biologiche- conclude Coldiretti- la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (ogm), 23mila agriturismi che conservano da generazioni i segreti della cucina contadina, 10mila agricoltori in vendita diretta con Campagna Amica e le numerose iniziative di valorizzazione, dalle sagre alle strade del vino”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

21 Luglio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»