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“Aboliamo le carrozze”: petizione a Firenze dopo ‘incidente’ tra la macchina di Lamorgese e un cavallo

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Italian Horse Protection, associazione che si occupa della tutela dei cavalli: "Le carrozze sono una forma di sfruttamento ormai inaccettabile nel 2021"
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FIRENZE – Abolire le carrozze turistiche di Firenze. L’iniziativa la lancia Italian Horse Protection (IHP), la prima associazione italiana per la tutela dei cavalli, attraverso una petizione caricata sulla piattaforma Change.org. L’azione, si spiega, arriva dopo l’incidente di lunedì scorso in piazza della Signoria, quando un cavallo ha trascinato al galoppo la propria carrozza fino a centrare le auto di servizio del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese.

“Quello che è stato raccontato come un incidente dovuto alla furia di un cavallo imbizzarrito, in verità, porta ancora una volta agli onori della cronaca le condizioni con cui sono utilizzati questi animali”, spiega il presidente di IHP, Sonny Richichi. “Le carrozze sono una forma di sfruttamento ormai inaccettabile nel 2021: la tradizione di trasportare turisti in carrozza per le vie del centro di Firenze costringe i cavalli a un’attività forzata, in un contesto del tutto inadeguato, insalubre e pericoloso come è quello urbano”. L’incidente, quindi, “dimostra quanto possa essere pericolosa la presunzione, purtroppo ancora diffusa, di sfruttare degli animali per attività umane senza conoscerne e rispettarne la natura e le necessità. I cavalli non si imbizzarriscono, ma reagiscono a stimoli negativi o alla paura reagendo nel modo per loro più naturale: la fuga“.

Con la petizione “chiediamo al Comune di mettere al centro dell’attenzione, in quanto società civile e matura, la tutela degli animali, abbandonando queste pratiche e abolendo il folcloristico sistema di trasporto dei turisti in centro su carrozze trainate da cavalli. Per quanto ci riguarda, siamo disponibili ad accogliere presso il nostro centro di recupero i cavalli dei fiaccherai per garantire loro una vita di libertà e benessere, rispettosa delle loro caratteristiche etologiche”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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