A Bologna 423 multe ai ciclisti contromano. Rabbia ciclisti: “Auto uccidono, noi no”

Dall'inizio dell'anno 423 ciclisti sono stati sanzionati perchè andavano contromano. Solo 46 invece le auto che non si sono fermate alle strisce pedonali. I ciclisti protestano
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BOLOGNA – Boom di multe nei confronti dei ciclisti a Bologna. Solo nei primi quattro mesi dell’anno, i vigili hanno fatto qualcosa come 423 contravvenzioni a ciclisti che marciavano contromano. Un dato ragguardevole, soprattutto se paragonato alle 46 sanzioni elevate nello stesso periodo (gennaio-aprile 2019) ad automobilisti o motociclisti che non si sono fermati alle strisce pedonali. A mettere in relazione i due dati, da lui ottenuti tramite un accesso agli atti, è l’ex assessore comunale alla Mobilità Andrea Colombo. “Il rapporto è di dieci a uno”, tuona il dem interpellando Irene Priolo in Consiglio comunale.

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“Premesso che tutte le infrazioni al codice della strada devono essere sanzionate- attacca il consigliere comunale- mi chiedo se sia meglio fare crociate coi vigili in borghese per dare in pasto queste multe all’opinione pubblica o se invece non sarebbe meglio impiegare questi agenti per salvare vite umane, mandando le pattuglie a presidiare le strisce pedonali, là dove vengono ammazzate le persone“.

I dati forniti nei giorni scorsi dalla Città metropolitana evidenziano infatti come i pedoni siano sempre più a rischio sulle strade. Anche Priolo, che non replica direttamente sulle multe ai ciclisti, parla di un dato “drammatico per quanto riguarda i pedoni”. Mentre “in realtà l’incidentalità rispetto ai ciclisti si è lievemente ridotta”: su questo però l’assessore si riserva di approfondire le informazioni in possesso del Comune. 

Priolo sottolinea che il fenomeno della distrazione alla guida “ovviamente sta aumentando e questo è un problema serio e reale e, drammaticamente, questo si ripercuote sui pedoni che sono stati investiti sulle strisce pedonali per cui in quello che dovrebbe essere l’ambito per loro di maggiore tutela e di maggiore salvaguardia”. La strada, per l’amministrazione, è anche quella di togliere auto dalle strade.

“E’ evidente che disincentivare l’uso dell’auto sta diventando, non soltanto un tema di carattere ambientale, ma anche un tema di prevenzione dell’incidentalità perché utilizzando il mezzo pubblico o la bicicletta questi fenomeni si riducono”. Quindi, conclude, “dobbiamo riuscire ad agire su più fronti e fare in modo che l’infrastruttura, la pianificazione, gli incentivi che stiamo mettendo in campo, tutto quanto vada in un’unica direzione di carattere collettivo”.

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IRA CICLISTI: “LE BICI NON UCCIDONO”

Se l’ex assessore comunale Andrea Colombo, tornando via social sul boom di multe nei confronti dei ciclisti che vanno contromano “in strade secondarie”, chiede un “radicale cambio di passo” sulla sicurezza stradale da parte della giunta di Palazzo D’Accursio, anche l’associazione Salvaiciclisti protesta. “Quanti morti da incidenti provocati da bici? Zero. Quante multe ai ciclisti contromano nei primi mesi del 2019? 423. E per mancata precedenza sulle strisce? 46. Questione di priorità”, commenta sarcastica una nota dei ciclisti.

“Con la campagna del senso civico- prosegue Salvaiciclisti- si è deciso di impiegare la Polizia municipale per multare ciclisti contromano in strade a minimo impatto veicolare come via IV Novembre o via dell’Abbadia, infierendo su cittadini che sono una risorsa per la nostra città e non un problema e che, numeri alla mano, non attuano comportamenti realmente pericolosi”. Per l’associazione le “stesse risorse, per la stessa campagna, vengono impiegate per multare i cittadini che non tengono al guinzaglio i propri cani. E così, mentre la Polizia municipale insegue pericolosi bassotti e temibili azdore in graziella in stradine semi-pedonali, i cittadini di Bologna continuano a morire investiti sulle strisce, gli anziani faticano ad attraversare la strada e i genitori salutano con il mal di stomaco i figli che ogni mattina si incamminano da soli verso scuola. Morti evitabili, per i quali, a questo punto, esistono precise responsabilità politiche”.

La nota di Salvaiciclisti si concentra anche sull’alta mortalità di chi si muove a piedi i città, confermata dai dati sugli incidenti stradali diffusi dalla Città metropolitana. “Qualcuno salvi i pedoni“, è l’appello a questo punto dell’associazione. “A Bologna, per attraversare le strisce pedonali- si legge- bisogna semplicemente aspettare che siano defluite tutte le automobili. Se azzardi ad attraversare per primo, quando non è un colpo di clacson a rimproverarti, ci pensa quello che sopraggiunge lo stesso cercando di schivarti”.

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21 Giugno 2019
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