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L’intervista a Maicol & Mirco: “Gli ‘scarabocchi’ sono fumetti pieni di vuoto”

Le sue 'vignette' rosse e nere dal web sono arrivate su carta grazie anche alla casa editrice Bao Publishing

Pubblicato:20-12-2021 16:18
Ultimo aggiornamento:20-12-2021 16:18

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ROMA – Un’opera omnia è generalmente l’insieme di tutte le opere di un autore che è passato ‘a miglior vita’ oppure una raccolta dedicata alla produzione di chi si è ritirato dalle scene. Quella di Maicol & Mirco è invece l’opera omnia in divenire di un artista/fumettista vivo e vegeto. In un certo senso un caso editoriale che al momento conta cinque volumi (ARGH, SOB, BAH, CRACK e NO!) di opere a fumetti impossibili da quantificare. “Attualmente ho materiale per una ventina di volumi”, racconta all’Agenzia Dire Maicol & Mirco, all’anagrafe Michael Rocchetti. Le sue ‘vignette’ rosse e nere dal web sono arrivate su carta grazie anche alla casa editrice Bao Publishing: “Sono tutte storie autoconclusive di una pagina, ma leggendole cronologicamente attivano una storia superiore- spiega l’autore- Io li chiamo ‘fumetti pieni di vuoto’. Questo tipo di fumetti funzionano più per sottrazione che per addizione: funziona di più quello che non c’è, quello che non è raccontato. La parte che manca è proprio quella dove il lettore rischia di cadere, di infilarsi, così non può esimersi dal metterci le mani dentro”.

‘Maicol’ prova a spiegarla così l’empatia che lega personaggi e persone, perché una volta che si entra nei suoi scarabocchi sembra difficile uscirne. “La somma di tutte queste storie, (le singole vignette, ndr.), porta a qualcosa di più grande– ribadisce l’artista- Gli ‘scarabocchi’ è quindi da una parte togliere e dall’altra è accumulare una serie di scheletri. Prendere le persone e lasciare solo l’ossatura per poi avere la somma di tante essenze”. La vita, l’amore, il lavoro, la vecchiaia, la felicità, le paure e la morte sono temi che ricorrono pagina dopo pagina tra ironia e cinismo. Quelle di Maicol & Mirco sono continue dissacranti provocazioni ma, spiega lui: “Racconto cose stando dietro le quinte, avere un nome che non è il mio nome di battesimo, mi dà la possibilità di mettermi da parte. I miei personaggi fanno ragionamenti che io non avrei mai fatto. Quindi ho la funzione di un notaio: prendo quello che dicono loro e lo metto su carta”.

I fumetti, a detta di Maicol, funzionano perché lui ci mette le mani il meno possibile, attiva delle storie che poi si riattivano grazie ai lettori. “Gli scarabocchi sono un monumento fatto con le macerie- dice- ma è comunque una costruzione. Uno dei segreti del mio scrivere è il cinismo che però è un ingrediente: il sapore poi finale lo nasconde perfettamente”.


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