hamburger menu

Una casa (made in Italy) sulla Luna

Artemis è il primo passo verso l’obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sulla Luna

ROMA – A 50 anni di distanza dalla missione Apollo 17 l’essere umano tornerà sulla Luna questa volta però non sarà per una visita lampo, ma per costruire un avamposto per le future missioni di lunga durata. E i primi moduli abitativi saranno made in Italy grazie a un accordo di cooperazione bilaterale siglato dall’Agenzia spaziale italiana e dalla Nasa per la realizzazione di uno studio dedicato alla progettazione di sviluppo della capacità abitative dei ‘Lunar Surface Multi-Purpose Habitation Modules’, proposti da Asi nell’ambito del programma Artemis. Un programma di volo spaziale con l’obiettivo di far sbarcare “la prima donna e il prossimo uomo” sulla Luna, in particolare nella regione del polo sud lunare, entro il 2024.

L’accordo è stato firmato dal presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, e dall’amministratore della Nasa, Bill Nelson, a margine della seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (Comint), presieduto dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale con delega alle Politiche spaziali e aerospaziali, Vittorio Colao, e alla presenza del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Un accordo che potrebbe permettere all’Italia di ottenere dei ticket per i suoi astronauti nelle prossime missioni spaziali, come ha confermato anche il presidente Saccoccia “la Storia ci insegna come il contributo che ogni Paese dà a un progetto, come può essere la Stazione Spaziale Internazionale, può contribuire ad avere la possibilità di vedere i propri astronauti impegnati in missioni future”.
I ruoli sono stati già definiti. Ad Asi spetterà la conduzione dello studio con il supporto dell’industria italiana per riuscire a elaborare un progetto conforme agli obiettivi della missione Artemis e ai requisiti forniti dalla Nasa che nel frattempo di impegnerà a supportare l’Asi fornendo informazioni tecniche aggiornate sul programma.

Artemis è il primo passo verso l’obiettivo a lungo termine di stabilire una presenza autosufficiente sulla Luna, in pratica quello che si sta cercando di fare è gettare le basi per una presenza a lungo termine sulla superficie lunare e utilizzare il nostro satellite come test per i sistemi abitativi nello spazio profondo, indispensabili per le future missioni su Marte.

Come parte del programma Artemis, la Nasa condurrà una missione portando la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie lunare, utilizzando il lanciatore Space Launch System (Sls) che trasporterà gli astronauti a bordo della capsula Orion. Il primo Sls è pronto per essere lanciato entro fine settembre, la missione Artemis 1 porterà la Orion oltre l’orbita lunare senza equipaggio. Seguirà una missione in orbita lunare a fine 2023, e la prima di sbarco, Artemis-3, nel 2025. Dalla missione Artemis-5 in poi si snoderà un programma regolare di due missioni all’anno di attracco al Gateway in orbita lunare, e una o due missioni di sbarco, fino a realizzare, con il supporto di veicoli automatici e robotizzati, la base sulla superficie.

L’accordo è un riconoscimento della lunga esperienza italiana nel campo dei moduli abitativi per lo spazio. “Siamo stati fra i primi Paesi a produrre moduli pressurizzati e siamo diventati leader nell’orbita bassa- ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana- Stiamo facendo lo stesso nell’orbita lunare, con I-Hab, e ora ci spostiamo sulla superficie della Luna: vogliamo essere parte del primo nucleo dell’infrastruttura lunare”.

Il primo pezzo della nuova stazione spaziale lunare, il Gateway lunar platform, sarà il Power and propulsion module che si aggancerà ai successivi e provvederà a fornire l’intera stazione di energia elettrica oltre a montare un sistema di propulsione necessaria all’intera stazione. In più conterrà la maggior parte di elementi atti alla comunicazione con la Terra e la superficie lunare.

FacebookTwitterLinkedInWhatsAppEmail

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it

2022-06-20T18:03:53+02:00