Francavilla, uomo lancia la figlia dal cavalcavia della A14 e poi si uccide

Morta anche la madre della piccola precipitata dal balcone di un palazzo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Dramma a Francavilla al Mare, in provincia di Chieti. Una bambina, Ludovica, di 10 anni è stata gettata dal ponte del viadotto dell’autostrada A14, all’altezza del km 390 in direzione Sud. Sul posto sono accorsi i Carabinieri, i sanitari del 118 e Vigili del Fuoco. A commettere il gesto estremo sarebbe stato il padre Fausto Filippone, di 49 anni, dirigente della Brioni, che subito dopo ha minacciato di suicidarsi: l’uomo è rimasto appeso per ore al parapetto del viadotto sulla Fondovalle, minacciando di gettarsi se qualcuno si fosse avvicinato alla bambina. Sette lunghe ore durante le quali poliziotti e famigliari hanno tentato di farlo desistere, inutilmente. A nulla è valso anche l’intervento di un ‘mediatore’. “Scusa, scusa” gridava. Poi il salto nel vuoto. Trenta metri, gli stessi percorsi da Ludovica che hanno causato la morte di entrambi sul colpo.

Morta anche la madre della bambina

A questo dramma se ne aggiunge un altro, quello della moglie di Filippone, Mariana Angrilli di 51 anni, deceduta nel pomeriggio di ieri all’ospedale di Chieti. Ieri mattina la donna sarebbe caduta dal balcone al terzo piano di un’abitazione riportando lesioni gravissime. Ad accompagnarla in ospedale lo stesso Filippone, che avrebbe fornito false generalità per poi fuggire con la bambina. Gli inquirenti stanno indagando sugli avvenimenti, non si esclude la pista del femminicidio.

Ti potrebbe interessare:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»