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Costi autostrada, c’è il rischio che i valdostani non la usino più

Gli aumenti delle tarfiffe potrebbero arrivare tutti in una volta e in Consiglio c'è preoccupazione

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AOSTA – “C’è un limite entro il quale la mucca non può più essere munta: il rischio, testimoniato dal riempimento della statale, è che ad un certo punto i valdostani abbandonino l’utilizzo della propria autostrada, il che è chiaramente folle“. Lo spiega, in Consiglio Valle, l’assessore regionale alle Partecipate, Luciano Caveri, rispondendo ad un’interrogazione del consigliere di Pour l’Autonomie Augusto Rollandin. Il tema è l’aumento delle tariffe dell’autostrada valdostana. Caveri parte da un dato: il progressivo aumento dei passaggi sulla tratta autostradale valdostana, spiegato dall’allentamento delle restrizioni dovute all’emergenza Covid. “Se questo trend continuerà anche nell’ultimo trimestre del 2022, raggiungeremo di nuovo i livelli di traffico del 2019”, annuncia l’assessore.

Evidenza confermata dai numeri: la Sav spa, la Società Autostrade Valdostane che gestisce il tratto dell’A5 Quincinetto-Aosta, “ha registrato nel 2021 rispetto al 2020 un aumento dei flussi di traffico del 15%, con l’incremento sia del traffico leggero (+15,79%) sia del traffico pesante (+13,19 %)”, spiega l’assessore. Dall’inizio del 2022 ad oggi, sulla tratta gestita dalla Sav, sono transitati quasi 248.000 veicoli; nel 2019 ne erano stati registrati circa 355.000.

Riguardo invece ai pedaggi autostradali, Caveri spiega che per quanto riguarda la Sav, l’ultimo aumento delle tariffe, pari all’1,5%, risale al 2015. Non sono previsti dei rincari per il 2022, nonostante la società abbia richiesto, come previsto dalla convenzione unica, degli aumenti al ministero competente pari al +5,43%. “Di questo non dobbiamo gioirne più di tanto- spiega Caveri- perché il rischio è che o con i contenziosi amministrativi o con uno sblocco improvviso si possa arrivare a un accumulo degli aumenti che sono mancati”.

E aggiunge: “Questo per via di un meccanismo del tutto folle per cui noi non abbiamo alcun potere di intervento perché tutto il meccanismo concessorio della autostrade è gestito dallo Stato e noi siamo semplici spettatori come soci di minoranza”. Anche le stesse società, come la Sav, “hanno chiesto al ministero di avere dei fondi suppletivi, perché essendo parte della tariffazione collegata strettamente ai lavori che vengono compiuti, è chiaro che più diventano esigenti le normative comunitarie sulla sicurezza e più i lavori devono essere fatti e più cresceranno le tariffe”, precisa l’assessore. Che aggiunge: “Se non ci saranno dei fondi compensativi da parte dello Stato, che almeno evitino che tutti questi lavori si scarichino sul povero utente che poi nel caso valdostano ma su chiunque attraversi la nostra Regione, essendo noi rete transeuropea dei trasporti”.

Sulle scontistiche già in atto che riguardano in parte la tangenziale e in parte le due tratte autostradali valdostane, Caveri annuncia che Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, “ha confermato una disponibilità a studiare delle formule innovative che oggi potrebbero essere consentite con l’uso del Telepass per avere degli sconti diversi con quelli creati in passato che risultano un po’ micraniosi perché sono legati alla numerosità degli spostamenti. Vediamo cosa capiterà”. Nella replica, il consigliere Rollandin evidenzia la necessità di aprire un tavolo che permetta di fare una valutazione comparata sul tema tra ciò che accade in Valle d’Aosta e ciò che avviene nelle altre Regioni.

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2022-09-22T16:12:58+02:00