‘Le cose giuste’ di Silvia Ferreri: storie di resistenza femminile

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Silvia Ferreri, giornalista e scrittrice, nella dozzina del Premio Strega 2018 con il romanzo d’esordio 'La madre di Eva', intervistata alla Dire ha presentato il cuore del suo ultimo libro, in uscita oggi ed edito da Rizzoli
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ROMA – “Questo libro è nato durante gli anni, cercando e ascoltando storie. La primissima è quella di Valeria, diventata poi mia amica, che dopo la malattia ha attraversato il mondo per avere figli. Poi si è aggiunta Marica, avevo letto di lei sul web e l’ho cercata. Tutto era in una forma di raccolta, l’idea di strutturarle in un libro è venuta dopo. Sono storie che hanno una forza propria, di resistenza femminile, perché come diceva Sepulveda ‘la scrittura è una resistenza all’odissea del quotidiano’. Ne ho cercate altre e siamo arrivati a cinque”. Silvia Ferreri, giornalista e scrittrice, nella dozzina del Premio Strega 2018 con il romanzo d’esordio ‘La madre di Eva’, intervistata alla Dire ha presentato il cuore del suo ultimo libro ‘Le cose giuste’, in uscita oggi ed edito da Rizzoli.

Le storie sono cinque: “C’è Cristina, forse quella che conosco da più tempo- ha detto l’autrice- Amica di famiglia, donna di fede che ha dovuto affrontare una Chiesa malvagia che aveva colpito quasi a morte suo figlio e lei si è messa contro. Un dolore doppio”. E poi Annarita che si prende cura di sua figlia in lotta con il proprio corpo, e Marisa che si ribella alla ‘ndrangheta. Al centro delle storie il “binomio madre-figlio- come lo ha definito l’autrice- la lotta per la protezione del bene più caro, della vita familiare”. ‘Le cose giuste’ sono quelle che si scoprono “quando siamo chiamate alla resistenza e a scoprire fin dove possiamo arrivare e spingerci quando combattiamo per qualcosa”. Ma ancora una volta le donne descritte da Silvia Ferreri, come anche Eva del precedente romanzo, non sono sole e il libro “non parla solo alle donne, né solo alle madri. Ci sono anche i compagni che sono molto presenti anche se meno raccontati”.

“Non so se oggi c’è un attacco frontale alle madri- ha detto l’autrice- sicuramente ci sono frange ancora molto estreme e presenti che attaccano il femminile e non tanto il binomio madre-figlio. Il figlio, come sappiamo, diventa strumento dell’attacco alla madre che è capace di grande resistenza quando le viene toccato il bene più caro cioè i figli”. Il calendario delle presentazioni, in vista delle aperture, “è in corso di definizione. Stiamo cercando di organizzare in presenza e non ci sono ancora date certe, ma- ha assicurato l’autrice- riconvertiremo per avere un contatto diretto con i lettori”.

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