La dura vita da presidente del Consiglio, incalzato dalla maggioranza anche al Colle

Durante l'incontro per gli auguri di Natale, al Quirinale, Bellanova chiede di spostare il consiglio dei ministri: "Quel giorno ho una conferenza sulle cozze"
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ROMA – Quel consiglio dei ministri non s’ha da fare. Almeno quel giorno a quell’ora. Al Quirinale, nel Salone delle feste affollato di ospiti del Capo dello stato, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte deve fare ancora una volta i conti con la sua vivace maggioranza. Ad agganciarlo in pieno salone sono prima il coordinatore di Italia viva Ettore Rosato e poi la ministra Teresa Bellanova. In quel momento Conte sta parlando con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Rosato si avvicina e dopo aver brindato al nuovo anno, lo incalza sul decreto milleproroghe, all’ordine del giorno del consiglio dei ministri convocato per venerdi’ mattina, alle ore 10 e 30. Italia viva lamenta di non essere stata consultata sul testo e torna a chiedere un passo indietro sulla prescrizione. Il tema si intreccia con quello delle intercettazioni. Nei giorni scorsi il ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha ipotizzato un rinvio di sei mesi della nuova normativa sulle intercettazioni. Il Pd si e’ opposto. Italia viva chiede in ogni caso che si discuta contestualmente anche della prescrizione. Bonafede non vuol sentire ragioni, la sua riforma deve entrare in vigore a gennaio. Conte ascolta paziente. Di Maio non puo’ fare a meno di commentare: “Presidente, questi di Italia viva chiedono piu’ di noi Cinque Stelle”.

Le rimostranze dell’esponente renziano, cosi’ come le battute di Di Maio, sono accolte dal presidente con un sorriso sornione. Che si spegne per un momento quando al siparietto si aggiunge d’impeto la ministra delle politiche agricole Teresa Bellanova. La renziana e’ contrariata. Scuote il capo. Il cronista della Dire, li’ presente, non puo’ fare a meno di ascoltare.

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“No, non va, presidente. Il consiglio dei ministri di venerdi’ non va bene. Io alle 11 ho una conferenza stampa con la Guardia costiera. Non vengo“, informa il premier. A quanto pare venerdi’ la ministra e’ attesa a Civitavecchia, per fare il punto sull’attivita’ di contrasto al commercio illegale di mitili bivalve. Le cozze. A Natale non e’ raro che vengano commerciate prive di certificazione sanitaria. “Ma presidente, come facciamo senza le cozze nere?”, e’ ancora Di Maio, col sorriso a provocare il premier. Conte prende mentalmente nota della richiesta di Italia viva. “Vediamo che si puo’ fare”, dice tra il serio e il faceto a Bellanova. Quindi accortosi dei cronisti, la butta sul ridere: “Sembra un vertice di maggioranza”. In effetti dopo ripetuti brindisi e selfie, la serata ha un epilogo piu’ prevedibile. Succede quando Conte e Bonafede si appartano in un angolo del salone lontano da orecchie indiscrete. Fanno il punto delle richieste alleate. Per mettere ordine e’ tempo di un vertice di maggioranza sulla giustizia, in programma oggi o al massimo domani.

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19 Dicembre 2019
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