Draghi al Quirinale per gli auguri con Mattarella: “Il Governo? Sto alla larga”

"Sono otto anni che non venivo qui- dice Draghi- ho sempre avuto impegni". Ed è il più ricercato della serata
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – C’è sempre alle feste l’invitato più atteso, più cercato, quello che tutti salutano, a cui nessuno rifiuta un sorriso. Oggi al Quirinale, per il tradizionale scambio di auguri natalizi del presidente della Repubblica con le alte cariche dello Stato, quel qualcuno è Mario Draghi. L’ex presidente della Bce adotta un profilo basso, siede in undicesima fila, lontano dai posti governativi. Eppure, quando Sergio Mattarella finisce il suo discorso e tutti si dirigono verso la sala dove è allestito un sobrio buffet in piedi, Draghi è il più cercato. Si avvicinano in tanti, anche se poi qualche deputato o senatore meno conosciuto s’intimorisce e invece di salutarlo torna indietro. Draghi cammina leggero, sorridente. Lasciato il salone dei Corazzieri gli si affianca Filippo Patroni Griffi, a pochi passi dal cronista dell’agenzia Dire. “Sono otto anni che non venivo qui- dice Draghi- ho sempre avuto impegni”. Il presidente del Consiglio di Stato sorride: “Mi ricordo quando ci siamo visti qui al Quirinale, era la festa del 2 giugno, e tu stavi per partire per Bruxelles. E ora sei tornato…“. Draghi annuisce e ribatte: “Sono stati anni terribili, soprattutto quelli dal 2011 al 2013. Otto anni, ma ora basta eh”.

Quando entra nella sala delle feste, Draghi incontra Nicola Zingaretti. Con lui una stretta di mano, come con Luigi Di Maio, con Mara Carfagna (a cui dice “speriamo bene per il futuro”) e tanti, tanti altri. Con Mattarella è un colloquio a quattr’occhi, i due si sorridono convinti, più volte. Ecco poi Giuliano Amato, che placca Draghi: “Mario- lo inchioda l’ex premier- stai attento. Te l’ho detto, vai in Florida, dove vuoi, ma stai alla larga”. Anche con lui Draghi è netto: “Non c’è rischio, stai sicuro”. Poi qualche altro saluto, tanti sorrisi, nemmeno un prosecco o una tartina. Mario Draghi se ne va sobriamente. Mezz’ora prima, lontano dalla compagine governativa seduta molto più avanti di lui, ai suoi interlocutori, per lo più ex giudici della Consulta ed esponenti delle istituzioni, aveva confessato: “Siamo eroi di un mondo perduto…”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

18 Dicembre 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»