Da Unicusano i consigli per usare al meglio Linkedin

ROMA – Sono passati quasi 15 anni da quel 5 maggio 2003 in cui è stato lanciato LinkedIn, il social network per trovare lavoro ideato da Reid Hoffman, Allen Blue, Konstantin Guerike, Eric Ly e Jean Luc Vaillant.

Da allora si è diffuso in 200 Paesi arrivando a contare più di 530 milioni di iscritti, tanto che il 13 giugno del 2016 Microsoft ha deciso di acquistarlo per 26,2 miliardi di dollari.

L’Italia ospita più di 8 milioni di utenti e Milano è al quinto posto fra le aree più connesse a livello globale. Alla luce di questi numeri la domanda sorge spontanea: LinkedIn funziona davvero? La domanda è lecita perché l’essenza stessa di questo social network specializzato sul lavoro è quella di posizionare i suoi utenti nel mercato.

Il funzionamento è chiaro e piace a tutti ma poi, alla fine, genera davvero contatti? E questi contatti, poi, si trasformano davvero in occasioni di lavoro? Su etag24, il blog di Radio Cusano Campus, testata dell’Università Niccolò Cusano, è uscita una mini-guida per cercare di ottimizzare al massimo l’utilizzo del social network.

“LinkedIn funziona?- si legge su etag24- Sì e no. Perché è un social network e non una bacchetta magica. Chi lo critica, infatti, spesso è convinto che sia sufficiente aprirsi un profilo per avere milioni di chiamate da parte di aziende interessate. Invece questo è solo una strumento occupazionale che va imparato ad essere usato e va continuamente gestito”. La prima grande distinzione da fare riguarda i mestieri più tecnici, come quelli legati alla programmazione e all’ingegneria, che hanno riscontro più rapido con gli uffici del personale, ma questo accade anche nel mondo reale. Si tratta di know-how che interessa e, quindi, tutto scorre più velocemente. Invece, se fate lavori creativi, creativi dovete essere.

Ecco qualche trucco per usare LinkedIn ed attirare così l’attenzione delle aziende su di voi

Aggiornare sempre curriculum e profilo. E cambiate foto ogni tanto ricordandovi che dovete essere professionali e seri.

Tradurre il proprio profilo almeno in un’altra lingua. Non c’è bisogno di rifare tutto daccapo perché c’è uno strumento di LinkedIn ad hoc.

Copiare chi funziona, come il profilo di Richard Branson che è un concentrato di buone prassi: titolo e sommario descrittivi, non banali, pubblicazione di articoli su vari temi e una frase per mostrare il proprio potenziale con un occhio al futuro nella sezione ‘esperienze’.

Ricordarsi di usare le parole chiave in tutti i campi del profilo, dal sommario alle competenze perché la ricerca avviene attraverso quelle.

Farsi notare con qualche astuzia grafica, video, infografiche e work samples; Scrivete curricula completi anche di risultati in quello che avete fatto.

Usare gli aggiornamenti di stato. Sono una buona occasione per evidenziare alcuni dei vostri ultimi lavori, condividere la lettura di un articolo o un libro e promuovere la vostra presenza a un evento.

Non dimenticare gli influencer, perchè anche LinkedIn ha i suoi: “Gli influencer di LinkedIn hanno grande potere e vanno individuati quanto prima per darvi modo di seguirne la scia ma anche per spingere là dove siete lacunosi rispetto alla loro offerta, Avere un capofila significa avere una fila e, quindi, anche una direzione”.

Come scrivere un curriculum vitae

“Le aziende comunque, sia su social network che per via più tradizionali, vanno avvicinate nel modo giusto. Siete certi di sapere come scrivere un curriculum vitae? Alcune università, come la Cusano, offrono proprio un servizio di ‘Stage & Job Opportunities’ in cui insegnano cosa mettere e cosa no. I consigli per impressionare un’azienda possono essere molti, di certo non dovete mentire né esagerare con le esperienze ma allo stesso tempo dovete comunicare con maestria la vostra carriera ‘romanzandola’ un po’ per rendervi appetibili. LinkedIn funziona. Se funzionate voi. Costruite la rete giusta. Non solo fatta di amici.

Secondo il noto periodico Wired, ci sono 3 tipi di persone che dovrete includere nelle vostre cerchie su Linkedin:

Persone che conoscete a livello personale;

Utenti che hanno molti collegamenti;

Esperti della vostra materia.

Per avere una prima buona situazione di networking ve ne servono almeno 50. Per ottenerli, evitate servizi a pagamento che vi imbottiranno solo di fake poco utili al vostro business. Cercate, invece, di personalizzare le richieste di connessione, sostituendo per esempio lo scontato standard “Vorrei aggiungerti alla mia rete professionale su LinkedIn” con una frase scritta di vostro pugno che vi rappresenti tipo ‘Let’s do networking!’. Ultima considerazione per capire come trovare lavoro su LinkedIn. Secondo il suo staff, l’80% delle posizioni di lavoro si conquistano proprio grazie al passaparola online. Quindi? Date modo agli altri di parlare di voi, di quel che fate e, soprattutto, di quel che potreste fare per loro in caso di assunzione o, per lo meno, di possibile prossima collaborazione.

19 Gennaio 2018
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