Gli adolescenti chiedono maggiore autonomia dopo la quarantena

Sulla rivista della Società italiana di pediatria (Sip) focus sul ritorno alla normalità con lo psicologo Biondi
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ROMA – “Dopo la quarantena dagli adolescenti è prevedibile una maggiore richiesta di un’autonomia che è stata oltremodo frenata. Sarà importante recuperare i processi di contrattazione che non venivano quasi più utilizzati: il patto tra genitore e adolescente dovrà, però, essere capace di trasformarsi in considerazione degli effetti del Covid-19, dovrà essere un patto responsabile, cui entrambi gli attori daranno continuità per verificarne il rispetto”. Lo scrive Gianni Biondi, psicologo clinico, psicoterapeuta, socio fondatore e componente del consiglio direttivo della Società italiana di psicologia pediatrica (Sipped), nella rivista ‘Pediatria’ della Società italiana di pediatria (Sip).

Nell’articolo ‘La quarantena degli adolescenti e il ritorno alla normalità’, Biondi evidenzia le difficoltà di ragazze e ragazzi riscontrate in questa nuova fase di riapertura: “Anche gli adolescenti più grandi- scrive- potranno incontrare qualche difficoltà di fronte al passaggio a un dopo che presenterà notevoli cambiamenti, non tutti prevedibili. Non sono pochi i giovani che manifestano un certo timore nel tornare fuori. Si osserva una certa ambivalenza tra un forte desiderio di poter uscire, rivedere gli amici, riprendere i legami e l’insicurezza di un ritorno tra mascherine, distanziamenti fisico-sociali e limitazioni”.

Per far fronte a queste situazioni il socio fondatore Sipped spiega: “Sarà importante accogliere il loro senso di inquietudine e si sentiranno aiutati a elaborare la moltitudine di pensieri contrastanti (alcuni angoscianti) se percepiranno il tentativo dei genitori di comprendere il loro disagio“. Nell’articolo lo psicologo evidenzia anche una delle maggiori preoccupazioni segnalate dai giovani: “Quella di un aumento della confusione relativa al proprio futuro. Il silenzio degli adolescenti non sempre vuol dire mancanza di pensieri tristi, di riflessioni a volte così angoscianti da essere affrontate in solitudine. Nei colloqui- prosegue Biondi- è emersa una diffusa paura per la salute dei congiunti, in precedenza scarsamente avvertita. In alcuni giovani si è osservato un aumento di un senso di solitudine rispetto a prima della quarantena. Tale disagio si è convertito in sentimenti di rabbia per lo più contenuta, ma che è sembrata aumentare con il tempo. Occorrerà- conclude- che genitori, educatori, pediatri, psicologi, tengano conto di queste improvvise mutazioni dello stato psicologico di alcuni giovani che potrebbero portare a reazioni e conflitti difficili da gestire”.

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18 Giugno 2020
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