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Elon Musk porta i primi astronauti della Nasa sulla Stazione spaziale

Allacciate le cinture, la Nasa vola sulla Stazione spaziale internazionale per la prima volta grazie a una compagnia privata. Neanche a dirlo, è SpaceX del magnate visionario Elon Musk. Il razzo Falcon 9 partirà dal Kennedy Space Center, in Florida, il prossimo 27 maggio. Porterà in orbita la capsula Crew Dragon, con a bordo i due apripista del nuovo vettore per viaggi spaziali, gli astronauti Robert Behnken e Douglas Hurley.

Saranno loro i primi astronauti a stelle e strisce a partire per la Stazione spaziale internazionale dal suolo statunitense dopo l’interruzione del programma Space Shuttle, il cui ultimo volo risale al 2011.

Inizia così una nuova era, che vede la Nasa legata a doppio filo a SpaceX, alleanza sancita dal Commercial Crew Program dell’agenzia spaziale.

LA QUARANTENA DURANTE LA PANDEMIA

Il debutto del volo privato verso la Stazione spaziale arriva durante la pandemia di Covid19, per questo ha subito delle modifiche anche il tradizionale periodo di quarantena cui gli astronauti si sottopongono prima della partenza per le missioni. L’isolamento è stato infatti rimodulato, permettendo agli astronauti di restare in quarantena rimanendo in casa, oppure, se le condizioni non lo permettono, di usufruire degli spazi del Kennedy Space Center. Ci saranno misure di sicurezza aggiuntive, fanno sapere dalla Nasa, che prevedono, tra le altre cose, la misurazione della temperatura ad ogni visitatore. I due astronauti sarnno testati due volte per definire la negatività al Coronavirus.

La quarantena, iniziata il 13 maggio, è fondamentale per proteggere i compagni di equipaggio, che, nel caso specifico, sono l’astronauta Chris Cassidy e i due cosmonauti Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner. E’ una misura preventina introdotta sin dagli inizi dell’esplorazione spaziale, quando gli astronauti volarono sulla Luna con le missioni Apollo.

IN VOLO CON SPACEX

Robert Behnken e Douglas Hurley hanno lavorato con i tecnici della compagnia fondata da Elon Musk per prepararsi alla ‘guida’ del veicolo spaziale. E’ un’impresa con cui tutti adesso si possono cimentare grazie al simulatore messo a disposizione della compagnia, accessibile via web. L’amministartore delgato della Nasa, Jim Bridenstine, lo aveva provato lo scorso anno, riuscendo ad agganciare la Crew Dragon al primo colpo.

IL CONTRATTO CON ROSCOSMOS

Nel fratempo la Nasa ha stipulato un contratto con l’agenzia spaziale russa Roscosmos per l’acquisto di un ulteriore posto sulla navetta Soyuz. Riporta il sito spacenews che il valore si aggirerebbe intorno ai 90 milioni di dollari. Si tratta del volo con cui tornerà sulla Terra l’astronauta Chris Cassidy, il cui rientro è previsto per questo autunno. L’acquisto milionario è stato verosimilmente effettuato per assicurare la possibilità di ritorno a terra per Cassidy, prescindendo dalla nuova fase in cui a occuparsi del trasporto degli astronauti è SpaceX. Questo perché la compagnia di Elon Musk ha accumulato, negli anni, diversi ritardi. Basti pensare che il primo viaggio privato era atteso per il 2018.

Il volo del 27 maggio si chiama Demo-2 ed è una sorta di test per capire le effettive possibilità di utilizzo per i prossimi anni, quando ci si aspetta che il programma Crew-1 sostituisca in tutto e per tutto l’uso della Soyuz, ‘liberando’ la Nasa dalla dipendenza dalla Russia.

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18 Maggio 2020
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