Spari da motovedetta libica, il comandante italiano ferito: “Voglio un processo”

aliseo
"Volevano bruciarci vivi, è stata una cosa indimenticabile". A parlare è è Giuseppe Giacalone, comandante del motopesca di Mazara del Vallo aggredito a colpi d'arma da fuoco da una motovedetta libica il 6 maggio
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PALERMO – “Sto male, per me è una botta difficile da superare”. A parlare è Giuseppe Giacalone, Comandante del motopesca di Mazara del Vallo ‘Aliseo‘, ferito il 6 maggio scorso da alcuni colpi sparati da una motovedetta libica mentre si trovava in acque internazionali al largo di Tripoli. “Sparavano ad altezza d’uomo – ricorda Giacalone, intervenuto all’incontro in remoto ‘Licenza di pesca, non di sparare’, trasmesso sulla pagina Facebook di Italia viva Sicilia -. Il peschereccio ha preso 81 colpi, ma ne hanno sparato più di cento“. Giacalone ripercorre così le ore drammatiche vissute il 6 maggio: “Ero ferito e a un certo punto ho deciso di fermarmi. Io e il nostromo siamo saliti sulla loro motovedetta mentre tre di loro, armati, si trovavano sul nostro peschereccio. In quel momento non mi hanno trattato male, mi hanno curato la ferita ma mi hanno anche detto che se avessero avuto un Bazooka ci avrebbero sparato e che se non mi fossi fermato ci avrebbero lanciato delle bottiglie incendiarie. Volevano bruciarci vivi, è stata una cosa indimenticabile“. Il Comandante del peschereccio ‘Aliseo’ poi prosegue: “Voglio sapere questi pirati, questi assassini dove saranno processati. Voglio soddisfazione”.

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COMANDANTE ALISEO: “NON HANNO SPARATO A ME MA ALL’ITALIA, PESCATORI HANNO PAURA

“Come pescatore sono morto, non ce la faccio più. Oggi la pesca a Mazara del Vallo è finita, nessuno si fida più e abbiamo il problema del personale da trovare”, aggiunge Giacalone. “Non hanno sparato a me, hanno sparato all’Italia“, è il ragionamento di Giacalone, intervenuto telefonicamente a una iniziativa organizzata in remoto da Italia viva Sicilia sul problema vissuto dalla marineria di Mazara del Vallo. “A mio avviso c’è qualcosa che non va in politica estera – ancora il Comandante del motopesca ‘Aliseo’ -. Fino a due anni fa lavoravamo in queste zone e nessuno ci disturbava, ma da settembre dello scorso anno c’è qualcosa che non va. Non sono un esperto e dico questo da pescatore: c’è un problema politico”.

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