VIDEO | Con il laser ko la secchezza vaginale. E il sesso migliora

Il laser vaginale può risolvere alcuni delicati problemi legati alla menopausa, ma anche alla riabilitazione post oncologica. I consigli degli esperti
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ROMA – La menopausa è un momento delicato nella vita di una donna, che può determinare diversi fastidi come la secchezza vaginale, le sindromi urogenitali e difficoltà durante i rapporti sessuali. A restituire la fisiologica funzionalità e serenità alle pazienti c’è il laser vaginale, come spiega all’agenzia di stampa Dire, la professoressa Paola Villa, ginecologa e responsabile del servizio di Menopausa e ostetricia, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, che fa parte dell’Area Salute della Donna diretta dal professor Giovanni Scambia.

Come funziona il laser vaginale e quali sono gli ambiti di applicazione?

“Il laser è una tecnologia non così nuova ma nella sua applicazione ginecologica è abbastanza recente. Consiste in un’onda di energia che fa parte della ‘famiglia’ degli ultrarossi e ultravioletti grazie a cui è possibile trattare alcune patologie che riguardano la menopausa, in particolare l’atrofia vulvovaginale ma anche la sindrome genitourinaria. Infatti, oltre alla secchezza associata alla menopausa, possono essere presenti problemi legati anche a una lieve incontinenza urinaria, all’aumento delle infezioni vaginali o urinarie e relative ricadute sulla sfera sessuale. Il trattamento induce un calore localizzato a livello della mucosa vulvare e vaginale consentendo il ripristino della situazione quale era quella precedente alla menopausa. Vi sono a disposizione, per il trattamento di queste patologie, anche altri dispositivi come creme, ovuli, trattamenti non ormonali locali. Si tratta insomma di capire quale sia il trattamento migliore per quella paziente. Il laser, lo confermano studi della letteratura scientifica, è efficace come altri tipi di trattamento che abbiamo sempre utilizzato”.

Una seduta è risolutiva oppure va ripetuto? E’ doloroso?

“Una seduta non è risolutiva perchè l’atrofia vaginale è una condizione cronica che se non viene trattata peggiora, e dunque ogni tipo di trattamento deve essere continuato. Da protocollo il singolo trattamento, che è fastidioso ma non doloroso, dipende dall’energie utilizzate e va ripetuto ogni 30 o 40 giorni per tre o quattro volte per poi proseguire con un richiamo annuale. Non c’è limitazione nelle attività quotidiane, ma consigliamo alla paziente piuttosto l’applicazione locale di creme emollienti”.

La menopausa, caratterizzata da atrofia vaginale, incide sulla vita sessuale delle donne. Secondo la sua esperienza è sempre così? C’è ritrosia a parlarne?

“Una funzione sessuale alterata può essere conseguente alla menopausa. Non è semplice parlare di questo tema ma sono le pazienti stesse a parlarcene. La menopausa può essere anche precoce e fisiologica – verso i 40 anni o addirittura prima – e può essere anche indotta nel caso di trattamenti oncologici, radioterapici o chirurgici. Dunque anche le pazienti giovani possono trovarsi a confrontarsi con queste problematiche e l’uso del laser offre una possibilità anche per loro”.

 

LASER COMBATTE CERTI EFFETTI TERAPIE ONCOLOGICHE

Disturbi come l’atrofia vaginale, l’incontinenza o difficoltà ad avere rapporti sessuali possono essere delle conseguenze frequenti nel trattamento dei tumori femminili con ormonoterapia, chemioterapia e radioterapia. Un impatto negativo sulla qualità di vita che non consente di avere rapporti sessuali, compromettendo così le relazioni sociali. Ma in aiuto alle pazienti oncologiche arriva il laser che con pochi trattamenti promette di ripristinare le normali funzionalità.

A spiegare all’agenzia di stampa Dire di cosa si tratta e le possibili tipologie di trattamento è la dottoressa Elvira Foti, ginecologa e responsabile dell’ambulatorio Follow Up Oncologico della Fondazione Universitario Agostino Gemelli di Roma, che fa parte dell’Area Salute della Donna diretta dal professor Giovanni Scambia:

Spesso, a seguito dei trattamenti oncologici, la donna lamenta secchezza vaginale. I prodotti a uso locale non sempre sono tollerati e definitivi. Questo laser può essere la soluzione al problema? “Le pazienti oncologiche molto spesso hanno una menopausa indotta e quindi presentano una sintomatologia simile a quella di una donna in menopausa determinata da una carenza estrogenica. In particolare sono presenti secchezza, atrofia vaginale e dispaurenia. Si possono usare sicuramente dei presidi locali come gel, ovuli, lubrificanti, idratanti – ma non terapie ormonali – per cui curano il sintomo ma non risolvono il problema. Il laser vaginale, il cui utilizzo è stato già testato da diversi anni, può aiutare la donna che ha avuto un tumore sia della mammella che ginecologico. Lo scopo è ripristinare la mucosa vaginale idratandola e lubrificandola, nonchè ridurre le cistiti e le infezioni ricorrenti e risolvere le incontinenze urinarie”.

Quante sedute di media occorrono e il laser è in convenzione con il Ssn? “Il protocollo standard prevede tre sedute, da ripetere a distanza di 30-40 giorni una dall’altra. Ogni trattamento laser dura 15-20 minuti e si consiglia spesso di eseguire una quarta seduta indipendentemente dal grado e dalla severità dell’atrofia vaginale e una seduta annuale di mantenimento. Il trattamento avviene in ambulatorio ed è indolore, non sono necessarie né una anestesia né una preparazione particolare. Certamente prima di iniziare il ciclo consigliamo alla paziente una visita ginecologica e un pap test per diagnosticare eventualmente patologie presenti. Non sussistono controindicazioni ed è per questo che il laser è indicato anche nelle pazienti oncologiche alle quali non possono essere somministrate le terapie ormonali. Ad oggi, però, non esiste alcuna convenzione della Regione Lazio, per cui è un trattamento che in questo momento si può eseguire solamente in regime privato e quindi a pagamento”.

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17 Gennaio 2020
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