Meloni: “Potrei fare la premier, decideranno gli italiani. Draghi pende a sinistra”

giorgia meloni
La leader di Fratelli d'Italia: "Nella gestione della pandemia questo governo è più rigido di quello Conte, il centrodestra reagisca"
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Di Ugo Cataluddi e Alfonso Raimo

ROMA – Per la prima volta Giorgia Meloni ammette che potrebbe ricoprire il ruolo di presidente del Consiglio. “Lo decideranno gli italiani”, dice intervistata la leader di Fratelli d’Italia a ‘In mezz’ora in più’. A chi le chiede perché ha scritto un libro autobiografico (‘Io sono Giorgia’, uscito per Rizzoli), Meloni risponde: “Mi sono resa conto a un certo punto di essere un personaggio a 360 gradi, non solo politico. E mi sono resa conto che il racconto di me, come persona, è molto distante dalla realtà. Allora ho voluto mettere un punto. Perché la gente deve capire quello che sei. E io ho raccontato chi sono, coi pregi e i difetti”. Dall’altra parte, aggiunge la presidente di Fdi, “ho voluto farlo adesso, perché domani potrei diventare qualunque cosa, niente e tutto. Tornare a casa o per paradosso fare il presidente del Consiglio. Non lo so, questo lo devono decidere gli italiani. Per questo ho voluto farlo adesso. E anche per ricordare a Fdi quali sono i nostri obiettivi. Io mi preparo a governare la nazione – prosegue Meloni – per carattere non sono una che fissa degli obiettivi di tipo personale. Quando vedo i sondaggi che crescono so quali responsabilità questo comporta. Ma il punto d’arrivo non lo decido io. Io sono pronta ad assumersi le responsabilità che gli italiani mi chiederanno di assumere. Mi tremano le mani. Ma se non fosse così, perché farei politica?”, aggiunge Giorgia Meloni.

LE DIFFERENZE CON SALVINI

Nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata, Meloni parla anche dei rapporti e delle differenze con la Lega di Matteo Salvini: “Noi difendiamo l’interesse nazionale. E lo fa anche Salvini. Ma sicuramente Fdi lo fa in maniera assolutamente totale – precisa – La Lega era un partito più legato alla dimensione territoriale, Fdi è più legato alla dimensione nazionale” aggiunge. E spiega: “Ne dico una: la Lega difese la Catalogna. Per me la dimensione indipendentista non esiste in uno stato nazionale. Quella dello stato nazionale è la dimensione minima. Ci sono moltissimi punti di contatto tra noi e la Lega. E per questo sono convinta che governeremo insieme“.

“IL CENTRODESTRA DI GOVERNO REAGISCA, DRAGHI PENDE DALL’ALTR PARTE”

“La sinistra non è leale, non puoi pretendere di governare l’Italia coi voti del centrodestra. E io credo che i partiti del centrodestra che sono nella maggioranza dovrebbero reagire da questo punto di vista”. Giorgia Meloni non lesina critiche a Fi e Lega, che vorrebbe più ‘reattive’ nei confronti delle posizioni del governo. “Mi pare che Draghi penda più dall’altra parte. Sulle riaperture, per dire, la linea è quella di Speranza. Sui cashback è quella del MoVimento 5Stelle. Sui ristori non c’erano sostanziali novità, rispetto a quello che ha fatto Conte. Mi pare che Draghi penda, la sinistra voglia strafare, e che quella parte del centrodestra che sta al governo dovrebbe reagire”. Ma come si realizza questo nella pratica? “Questo significa avere un coordinamento, anche un intergruppo, per ragionare insieme”, risponde Meloni. E sull’ipotesi che l’attuale premier l’anno prossimo venga eletto al Quirinale, dopo l’endorsement di Salvini, la leader di Fdi precisa che “io questa scelta ancora non l’ho fatta in maniera decisa. Sicuramente a suo favore ci sarebbe il fatto che se andasse al Quirinale si andrebbe subito a votare. Poi Draghi è una persona sicuramente autorevole, ma io non ho ancora elementi per dire se posso sostenerlo o no al Quirinale”.

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“NELLA GESTIONE DELLA PANDEMIA ESECUTIVO PIÙ RIGIDO DI QUELLO CONTE”

“Per ora il giudizio sull’attuale Governo non è positivo. Sulla gestione della pandemia, sui ristori è in tragica continuità con quello precedente. Addirittura sulle chiusure Draghi è più rigido di Conte. Nostalgia di quest’ultimo? No, ma mi aspettavo qualcosa di meglio e di più coraggioso da parte di Draghi stesso, perché non mi aspetto molto dalla sua maggioranza”. Questo il giudizio di Giorgia Meloni sull’attuale esecutivo. E alla domanda sulle prime cose che farebbe se andasse al governo, la presidente di Fdi ha spiegato: “Politiche di sostegno alle imprese e incentivi alla natalità. E misure sulla libertà d’impresa, abbassando le tasse e diminuendo la burocrazia, sono fondamentali: la ricchezza di un Paese infatti la creano le imprese e non lo Stato. Inoltre, uno dei più grandi problemi in Italia riguarda la natalità. Un grande piano di incentivo alla natalità per far ripartire le nascite sarebbe prioritario, con i tassi di adesso tra trenta anni non potremo più pagare le pensioni“.

“BERTOLASO SAREBBE UN OTTIMO SINDACO, IL NO DI ALBERTINI NON È CERTO”

Infine, Meloni parla delle discussioni in corso all’interno del centrodestra per scegliere i candidati sindaci delle elezioni amministrative in programma il prossimo autunno: “Il no di Albertini ancora non è certo, ritenevo da una nostra telefonata che fosse più orientato per il sì. Ma abbiamo altre opzioni, aspetto a breve di incontrare di Salvini e Tajani. Bertolaso è autorevole, sarebbe un ottimo sindaco ma valutiamo. Di certo siamo più compatti rispetto ai nostri avversari che vanno in ordine sparso”.

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