Coronavirus, le partite Iva e i Liberisti contro Dessì: “Porcheria politica”

Le parole del senatore grillino "sono un disonore per il Senato italiano e totalmente diseducative per i nostri giovani"
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ROMA – I professionisti italiani contro Emanuele Dessì, senatore del M5s. A scatenare l’ira delle partite Iva, e non solo, un post del parlamentare. “A distanza di un mese dal dl ‘Cura Italia’ arrivano i primi soldi del cosiddetto ‘Bonus’ di 600 euro. Un contributo inferiore rispetto al reddito di cittadinanza del 5 stelle assicurato ai nullafacenti e previsto per i professionisti ed autonomi, concesso ‘una tantum prorogabile’. Di certo un’umiliazione per le partita Iva che, a causa del lockdown imposto dal governo, si trovano affitti arretrati, contributi, tasse da pagare, mancati incassi di settimane e famiglie sulle spalle. Ma intanto- scrivono in una nota congiunta, Sos partita Iva e Liberisti Italiani- un ‘autorevole’ esponente del M5S, il senatore Emanuele Dessì, pubblica un post offensivo nei confronti dei lavoratori indipendenti che hanno chiesto questo ‘obolo’ al governo“.

Il post ‘incriminato’

“L’ineffabile grillino scrive: ‘Solo oggi ho scoperto che ho fatto bene a non studiare da ragazzo. Invece di stare addosso ai libri mi sono divertito ed ho girato un po’ il mondo. Tanto mi pare di capire che sarei stato in ogni caso un morto di fame anche se fossi diventato un notaio’. Si tratta di una dichiarazione pubblica gravissima, una porcheria politica. Incredibile ed inaccettabile se proveniente da un parlamentare italiano” dicono Andrea Bernaudo, presidente di Sos partita Iva e fondatore di Liberisti italiani, e l’avvocato Alessandro Onofri, responsabile giustizia del Movimento politico, costituito a Roma il 15 febbraio scorso.

“Il senatore Dessì umilia e lede l’immagine, il prestigio e l’onorabilità di milioni di veri lavoratori che – dopo un lungo percorso di studio e specializzazione – sino ad oggi hanno tirato la carretta in Italia, togliendo dai propri sudati conti correnti tutte le tasse che hanno purtroppo alimentato lo Stato asociale, anti-meritocratico e illiberale tanto caro al M5S e pagato lo stipendio all’onorevole Dessì, il quale, prima di essere ‘nominato’ parlamentare dal M5S, dichiarava ‘zero’ al fisco. Di lui ci ricordiamo perché balzato alle cronache politiche per aver goduto di una casa popolare a Frascati, per poche decine di euro all’anno di affitto, mentre a suo dire si divertiva spensierato e ‘girava il mondo’!”. “Le parole di questo ‘senatore’- continua durissimo il comunicato- sono un disonore per il Senato italiano e totalmente diseducative per i nostri giovani. In un momento così drammatico, costui diffama e disprezza pubblicamente la parte migliore del Paese, peraltro anche invitando in questo modo i nostri studenti a non studiare, seguendo il suo pessimo esempio. Del resto con il Movimento 5 Stelle in Italia, se non studi e dichiari zero reddito, c’è sempre uno scranno pronto al Senato, perchè uno vale uno, non è vero?”. “Sos partita Iva e Liberisti Italiani invitano il capo politico del Movimento 5 stelle Crimi a censurare Dessì e a scusarsi pubblicamente con le partite Iva, autonomi e professionisti italiani per le sue ignobili parole. Chiediamo inoltre- concludono- agli ordini e le associazioni professionali di unirsi alla nostra denuncia pubblica ed intraprendere ogni iniziativa a tutela del decoro e della dignità dei propri rappresentati. Quanto al senatore Dessì, il nostro auspicio è che torni presto a reddito zero, fuori dal Senato italiano“.

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16 Aprile 2020
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