Omicidio Maria Paola, gli psicologi della Campania: “Vicini alle famiglie”

La vicepresidente dell'Ordine degli psicologi della Campania, Liliana D'Acquisto, commenta la morte di Maria Paola Gaglione
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ROMA – L’Ordine degli psicologi della Campania esprime vicinanza alle famiglie coinvolte in questa tragedia, rispettando il dolore che stanno vivendo”. Ma ribadisce anche con forza “la necessità di intervenire con azioni concrete, dando le giuste risorse a professionisti prepararti a fronteggiare e a garantire il diritto alla Salute dei cittadini”. Parte da qui la vicepresidente Liliana D’Acquisto, commentando la morte di Maria Paola Gaglione, i cui funerali si svolgeranno oggi nella parrocchia del Parco Verde a Caivano. 

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“C’è bisogno di un investimento nelle professioni psicologiche attraverso l’attivazione di tutti i servizi territoriali e l’impiego di psicologi esperti- continua la vicepresidente- perché, nonostante vi sia un lavoro anche accademico molto serrato e profondo, questo rimane spesso incapsulato non avendo la possibilità di entrare in una dialettica con gli interlocutori istituzionali”. Eppure è ormai noto che la realtà vissuta dalle persone che si definiscono lesbiche, gay, bisessuali, transgender (Lgbt) è spesso fatta di paure. Tanto che nel 38% dei casi temono addirittura di tenere per mano la persona che amano in pubblico. Un malessere scritto nero su bianco nell’ultimo sondaggio dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, a cui hanno partecipato 139.799 cittadini Lgbt dell’Unione over 15. Ancor peggiore è il dato relativo al 50% degli intervistati che afferma di aver subito offese o molestie. Ma l’Italia detiene anche un altro triste record in Europa: è il secondo paese, dopo la Turchia, per il numero di omicidi di persone transessuali e transgender. L’indice ‘Trans Murder Monitoring‘ del progetto Transrespect versus Transphobia Worldwide aveva individuato 36 vittime di transfobia dal 2008 al 2016. 

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“Come Ordine contrastiamo tutte le forme di discriminazione- ribadisce ancora la vicepresidente- ed è nel percepito di molti il bisogno di riuscire a intervenire nel disagio e nella sofferenza in modo preventivo o almeno di accompagnamento. Siamo impegnati nell’attivare interlocuzioni istituzionali affinché le professioni psicologiche diano il loro contributo scientifico per la comprensione di queste dinamiche dolorose e di disagio”. A maggior ragione adesso, “che la pandemia da Covid ha messo in luce la difficoltà a recuperare risorse umane per far fronte a un’emergenza anche psicologica e relazionale. Oggi certi paradigmi di patologie psichiatriche spesso evocate come esaustive di una possibilità di dare una comprensione a dei fenomeni non è più sufficiente“, conclude.

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