La lingua su Marte? Perseverance parla anche Navajo

Tra i soprannomi dei punti di interesse per il rover Perseverance della Nasa ce ne sono diversi nella lingua dei nativi americani
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ROMA – Il primo obiettivo scientifico del rover della Nasa Perseverance è una roccia battezzata ‘Máaz’: significa Marte in lingua Navajo. Il team del rover ha infatti collaborato con il Navajo Nation Office of the President and Vice President per nominare obiettivi di importanza scientifica nella lingua del popolo nativo americano. 

Credits: NASA/JPL-Caltech

Di solito, le missioni che prevedono l’atterraggio su un altro pianeta vedono un lungo elenco di soprannomi assegnati a tutti i punti di interesse, dalle rocce, al suolo a qualsiasi caratteristica geologica rilevante. Certo, l’Unione astronomica internazionale assegna dei nomi ufficiali, ma questo non significa che non vengano poi usati nomi di riferimenti informali. 

Per Perseverance le cose sono andate così, raccontano dalla Nasa: il cratere di atterraggio Jezero è stato suddiviso in una griglia di quadrilateri approssimativamente di un chilometro quadrato e mezzo. L’idea è stata quella di nominarli come i parchi naturali terrestri che avessero una geologia simile. Il touchdown del rover, dopo i sette minuti di terrore, è avvenuto nell’Arizona’s Canyon de Chelly National Monument, che, sul nostro pianeta, si colloca proprio nel cuore della terra dei Navajo. A quel punto, gli scienziati di Mars 2020, missione a cui fa riferimento Perseverance, hanno chiesto l’aiuto del collega ingegnere Aaron Yazzie del Jet Propulsion Laboratory per chiedere il permesso e la collaborazione della Nazione Navajo nel nominare nuovi punti di interesse su Marte. 

Molti dei termini suggeriti da presidente e vicepresidente Navajo sono stati ispirati dal terreno marziano di atterraggio del rover. Per esempio, uno dei nomi in lizza era “file ondulate di ciottoli, come onde”, altri erano legati a concetti come ‘forza’ e ‘rispetto’. Anche lo stesso nome Perseverance è stato tradotto. In Navajo è diventato ‘Ha’ahóni’.

L’atterraggio su Marte, ha commentato Aaron Yazzie è stata “una opportunità per ispirare i giovani Navajo non solo con imprese scientifiche e ingegneristiche, ma anche con l’inclusione della nostra lingua in un modo così significativo”. Lingua, ricorda il presidente Navajo Jonathan Nez, che “durante la Seconda Guerra Mondiale ha aiutato nella vittoria e adesso sta aiutando a navigare e conoscere di più il pianeta Marte”. La speranza è che il ruolo del connazionale ingegnere impegnato nel lavoro alla Nasa sia anche di esempio nell’incentivare allo studio delle materie Stem , quelle scientifiche, matematiche e tecniche. 

La scelta di ‘apertura’ verso una lingua diversa dall’inglese è l’esempio di un lavoro di squadra che spesso nelle missioni spaziali è su scala globale. 

Il rover Perseverance su Marte si dedicherà all’astrobiologia, cioè alla ricerca di tracce di vita passata. Raccoglierà dei campioni che, in futuro, saranno raccolti e portati sulla Terra grazie a una missione dell’Agenzia spaziale Europea (Esa). Intanto, l’Italia si prepara al ritorno sul pianeta rosso con ExoMArs 2022, missione europea con a bordo il trapano nato nel nostro Paese che perforerà la superficie del pianeta rosso.

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