Dopo la benedizione di Beppe Grillo M5S e Pd aspettano l’Umbria

L'editoriale del direttore Nico Perrone
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ROMA – Clima rasserenato dentro il Movimento. Parlando con varie fonti ‘grilline’ l’intervento di Beppe Grillo alla festa per i 10 anni ha fatto chiarezza e rotto gli indugi. E basta con i mugugni, adesso si va spediti con il Pd rafforzando l’alleanza con le prossime azioni di Governo. A partire da questa sera quando il Consiglio dei ministri darà via libera al documento sulla prossima manovra di bilancio da inviare domani a Bruxelles. 

Poi dal 20 ottobre la legge di bilancio approderà in Parlamento. A questo proposito ci sono gli ultimi fuochi, con Matteo Renzi che si è di nuovo infilato dentro la partita proponendo di abolire Quota 100 e dirottare i miliardi risparmiati per tagliare le tasse sul lavoro. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha promesso fuoco e fiamme, minacciando di chiudere i parlamentari della maggioranza dentro il Parlamento se proveranno a tornare alla legge Fornero. Ma il capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, ha già detto che Quota 100 non sarà toccata, lasciando a bocca asciutta Italia Viva.

L’alleanza di Governo va, e ora tutte le forze politiche sono concentrate sulle prossime elezioni regionali. A partire dall’Umbria dove si voterà il prossimo 27 ottobre. La candidata leghista è avanti di 3-4 punti, non impossibili da recuperare per il centrosinistra. Per questo, parlando con chi sta giocando la partita sul campo a favore del centrosinistra, fino all’ultimo si spiegherà agli elettori che non conviene consegnare alla Lega la Regione. Perché, come si è visto alle elezioni europee, a quel punto scatterrebbe una sorta di cordone sanitario e ne risentirebbero subito i rapporti con il Governo nazionale e le conseguenti risorse necessarie a far ripartire l’economia del territorio. 

La partita si giocherà l’ultima settimana, e non ci saranno sconti per nessuno. In Umbria Salvini si gioca l’immagine di leader vincente, uno stop sarebbe un guaio. Per il centrosinistra la vittoria, anche per un pelo, spingerebbe a trovare accordi per le prossime scadenze in arrivo: subito Calabria ed Emilia-Romagna, poi Liguria, Toscana e Campania.

LEGGI DIREOGGI | EDIZIONE DEL 14 OTTOBRE 2019

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14 Ottobre 2019
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