“The right to life of the Yanomami people is seriously threatened,” says Apib

Crediti Instituto Socioambiental (1) (2)
Articulation of Indigenous Peoples of Brazil warns of risk of genocide
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by Bianca Oliveira

SAO PAULO – This week, shootings in the Yanomami Indigenous Territory (TI) have aggravated the crisis in which local communities live. On Monday (10), three illegal gold miners died during an attack on the Palimiu indigenous community, on the banks of the Uraricoera River, in Roraima. Yesterday, the Federal Police also suffered gunfire when officers collected information about the conflict in the Yanomami TI.

The Articulation of Indigenous Peoples of Brazil (Apib) asked on Tuesday (11) the Supreme Court to determine the immediate removal of the prospectors. The request reinforces the urgency of the action “in the face of the imminence of a genocide and the escalation of the spread of malaria and Covid-19 by illegal miners”.

Mining activity has intensified since 2020 due to an increase of 30% in environmental degradation in the region. The prospectors took over Porto do Arame, located on the Uraricoera River, a strategic point in the Yanomami TI, since it is the means of access to the territory. The promises of the federal government to legalize the activity have also encouraged the occupation in recent years, there are already more than 20,000 non-indigenous people living illegally in the region.

In a press release, the executive coordinator of Apib stated that other problems were aggravated by the growth of illegal activity. “The mining never arrives alone. Conflict, disease, water contamination, violation of rights come with it. For this reason, it is necessary to adopt urgent measures to remove the invaders, the right to life of the Yanomami people is seriously threatened in several ways ”, points out Dinamam Tuxá.

The Yanomami territory suffers from an increase in malaria and chronic child malnutrition, which affects 80% of children under 5 years old, according to a recent study funded by Unicef in partnership with Fiocruz and the Ministry of Health. The photo of a child from 8 years old, weighing 12.5 kg, released last Sunday (9), exposed the crisis in health care that the Yanomami people are experiencing.

IN BRASILE I CERCATORI D’ORO ULTIMA MINACCIA PER I NATIVI YANOMAMI

di Bianca Oliveira

SAN PAOLO DEL BRASILE – In settimana, sparatorie che si sono verificate nel Territorio indigeno Yanomami hanno aggravato la crisi in cui vivono le comunità locali. Lunedì, tre cercatori d’oro abusivi sono morti durante un attacco alla comunità indigena di Palimiu, sulle rive del fiume Uraricoera, nello Stato di Roraima, nel nord del Brasile. In seguito anche la polizia federale ha subito colpi d’arma da fuoco quando gli agenti si sono recati sul posto per indagare sul conflitto nel Territorio indigeno Yanomami.

La Articulacao dos Povos Indigenas do Brasil (Apib), una piattaforma di rappresentanza delle comunità native, ha chiesto alla Corte suprema di porre fine “immediatamente” alla presenza di ricercatori di frodo nelle loro aree. Secondo gli attivisti, è urgente intervenire “di fronte all’imminenza di un genocidio in atto e all’escalation dei contagi di malaria e di Covid-19 causati dai minatori illegali”.

L’attività mineraria si è intensificata a partire dal 2020 a causa di un aumento del 30% del degrado ambientale nella regione. I cercatori hanno occupato Porto do Arame, situato sul fiume Uraricoera, un punto strategico nel Territorio indigeno Yanomami, poiché è la via di accesso all’area. Le promesse del governo federale negli ultimi anni di legalizzare le attività hanno anche incoraggiato le occupazioni: ci sono già più di 20.000 persone non indigene che vivono illegalmente nella regione.
In un comunicato, il coordinatore esecutivo di Apib ha avvertito che l’escalation delle attività illegali sta aggravando problemi già presenti. “L’estrazione mineraria non arriva mai da sola” ha dichiarato Dinamam Tuxa’. “Ne derivano conflitti, malattie, contaminazione dell’acqua, violazione dei diritti. Per questo è necessario adottare misure urgenti per allontanare gli invasori. Il diritto alla vita del popolo Yanomami è gravemente minacciato, in tanti modi”.

Il territorio Yanomami è interessato da un aumento della malaria e della malnutrizione infantile cronica, che colpisce l’80% dei bambini sotto i cinque anni, secondo uno studio finanziato dall’Unicef in collaborazione con Fiocruz e il ministero della Salute. La foto di un bambino di otto anni, del peso di 12,5 chilogrammi, pubblicata domenica, ha messo in luce la dimensione della crisi che sta affrontando il popolo Yanomami.

“O DIREITO À VIDA DO POVO YANOMAMI ESTÁ SERIAMENTE AMEAÇADO”, DIZ COORDENADOR DA APIB

por Bianca Oliveira

SAO PAULO – Nesta semana, tiroteios no Território Indígena (TI) Yanomami agravaram a crise em que vivem as comunidades locais. Na segunda-feira (10), três garimpeiros ilegais morreram durante ataque à comunidade indígena Palimiu, às margens do rio Uraricoera, em Roraima. Ontem, a Polícia Federal também sofreu ataques a tiros quando agentes levantavam informações na TI Yanomami sobre o conflito.

A Articulação dos Povos Indígenas do Brasil (Apib) pediu nesta terça-feira (11) ao Supremo Tribunal Federal (STF) que determine a remoção imediata dos garimpeiros. O pedido reforça “a necessidade de se determinar a retirada de invasores, com urgência, da Terra Indígena Yanomami, ante a iminência de um genocídio e a escalada de disseminação de malária e Covid-19 por garimpeiros ilegais”.

A atividade garimpeira se intensificou a partir de 2020 devido ao aumento de 30% na degradação ambiental na região. Os garimpeiros tomaram o Porto do Arame, localizado no rio Uraricoera, ponto estratégico na TI Yanomami, uma vez que é o meio de acesso ao território. As promessas do governo federal de legalizar a atividade também incentivaram a ocupação nos últimos anos, já são mais de 20 mil não indígenas morando ilegalmente na região.

Em nota, o coordenador executivo da Apib afirmou que outros problemas se agravaram com o crescimento da atividade ilegal. “O garimpo nunca chega sozinho. Junto dele chegam conflitos, doenças, contaminação da água, violação de direitos. Por isso, é preciso adotar medidas urgentes para retirar os invasores, o direito à vida do povo Yanomami está seriamente ameaçado de várias formas”, ressalta Dinamam Tuxá.

O território yanomami sofre com o aumento da malária e com a desnutrição infantil crônica, que atinge 80% das crianças de até 5 anos, segundo estudo recente financiado pela Unicef em parceria com a Fiocruz e o Ministério da Saúde. A foto de uma criança de 8 anos, pesando 12,5kg, divulgada no último domingo (9), expôs a crise na assistência à saúde que vivem os povos Yanomamis.

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