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VIDEO | Barricati in casa, a La Paz è l’ora della resa dei conti

Fonti alla Dire: "Temiamo una nuova ondata di violenze". L'ex presidente Morales è volta in Messico
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ROMA – “Barricati in casa”, nel timore di una nuova ondata di violenze, “alcune politiche e altre no come spesso accade in questi casi”: così, stando a ricostruzioni raccolte dall’agenzia ‘Dire’ a La Paz, migliaia di boliviani si preparano a una giornata di tensioni dopo la partenza dell’ormai ex presidente Evo Morales per il Messico.

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Il generale William Kaliman, comandante in capo dell’esercito, ha annunciato ieri sera l’avvio di “operazioni congiunte” con la polizia per far fronte “a gruppi di vandali che terrorizzano la popolazione”.

Secondo le fonti, dopo le dimissioni annunciate da Morales domenica il conflitto tra fazioni e i “regolamenti di conti” si sono intensificati. “Ci sono scontri tra i sostenitori del Movimiento al socialismo e le fazioni più dure della destra boliviana, che per altro non è mai stata tenera” riferiscono alla Dire. “Chi probabilmente è scomparso in questa fase della crisi sono i movimenti di resistenza civile che hanno guidato le proteste di piazza delle ultime tre settimane”.

Secondo questa ricostruzione, si tratta di forze “che non sono particolarmente di destra ma che sono evidentemente contrarie a una permanenza al potere del Movimiento al socialismo e di Morales”. Le fonti sottolineano che alle dimissioni del presidente è seguito l’aggravarsi di “uno scontro tra settori sociali e gruppi di potere”.

A colmare il vuoto politico non basterebbero, almeno per ora, le dichiarazioni della vice-presidente del Senato Jeanine Anez. La dirigente, 52 anni, del partito conservatore Movimiento Demócrata Social (Mds), ha convocato i parlamentari per oggi pomeriggio per discutere i passaggi necessari dopo le dimissioni di Morales, del suo vice e del presidente del Senato. Al primo posto nella linea di successione ci sarebbe proprio lei, in attesa di nuove elezioni.

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