VIDEO | Venezuela, Lopez Gil (Ppe): “Maduro rilasci gli europei, 3 sono italiani”

La denuncia dell’eurodeputato: "A Caracas cresce la violenza verso gli oppositori. L’Ue intervenga per la liberazione degli 11 detenuti"
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ROMA – L’Unione Europea deve chiedere e ottenere dal governo del Venezuela il rilascio di 11 cittadini con cittadinanza venezuelana ed europea, in tre casi italiana: così in un’intervista all’agenzia Dire l’europarlamentare Leopoldo Lopez Gil, padre di Leopoldo Lopez, presidente del partito di opposizione Voluntad Popular prima di Juan Guaido, ora rifugiato politico a Madrid.

L’APPELLO DELL’EURODEPUTATO

Cittadino spagnolo e venezuelano, esponente del Partito popolare europeo, il parlamentare denuncia “le pessime condizioni delle carceri”, sostenendo che “i detenuti si trovano a vivere in situazioni al limite, spesso addirittura senza avere acqua”.

Lopez Gil rinnova l’appello lanciato dal Partito popolare europeo all’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Joseph Borrell, perché l’Ue intervenga per la liberazione degli 11 detenuti con cittadinanza sia venezuelana che europea, tra cui due portoghesi, sei spagnoli e tre italiani.

Si tratta, in quest’ultimo caso, secondo la ricostruzione di Lopez Gil, di Juan Carlos Marrufo Capozzi, Hugo Enrique Marino Salas e Juan Antonio Planchart Marquez. “Sono stati privati della libertà ingiustamente – accusa il parlamentare – e si ritrovano ad affrontare le avversità di un sistema dove regna l’incertezza sulla legittimità del governo e dove negli ultimi anni si è inasprita la persecuzione contro i dissidenti politici, che già caratterizzava il periodo di presidenza di Hugo Chavez”. Secondo l’eurodeputato, “dal 2019 si è registrato un livello sempre più elevato di violenza, arresti e sparizioni, che si sono aggiunti alla persecuzione degli oppositori, il più delle volte incarcerati perché hanno idee diverse rispetto a quelle del regime”.

DA UN ANNO C’È UN’EMERGENZA SANITARIA

In primo piano, nell’intervista, anche la pandemia di Covid-19. “Gli effetti del coronavirus in Venezuela rischiano di essere letali” dice Lopez Gil. Convinto che nel Paese “l’emergenza sanitaria c’è da più di un anno, ancora prima dell’arrivo di questa pandemia” ed è dovuta alle conseguenze delle “politiche arbitrarie del governo guidato da Nicolas Maduro”. In Venezuela “non ci sono né le strutture né le condizioni sanitarie necessarie per far fronte al Covid-19” incalza l’europarlamentare, che ricorda come il Paese confini con Colombia e Brasile, Paesi rispettivamente con oltre 40.000 e 700.000 contagiati. “Nonostante il Venezuela sia isolato da più di un anno – dice Lopez Gil – la frontiera colombiana nella città di Cucuta permette l’ingresso di 300 cittadini venezuelani ogni tre giorni, il che potrebbe rappresentare un rischio”.

(di Alessio Pisanò)

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