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Vaccino Pfizer per minorenni, Gattinara: “Ottimo, senza di loro no immunità di gregge”

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Il direttore del Centro vaccinazioni dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma: "È una cosa che aspettavamo da tanto tempo"
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ROMA – L’autorizzazione da parte della FDA statunitense all’utilizzo del vaccino Pfizer per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni “è sicuramente un’ottima notizia ed è una cosa che aspettavamo da tanto tempo: il primo vaccino che può essere fatto nell’infanzia“. A commentare la notizia che viene dall’altra sponda dell’Atlantico è Guido Castelli Gattinara, pediatra, infettivologo, direttore del Centro vaccinazioni dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di infettivologia pediatrica (Sitip).

“È importante che ci prepariamo a vaccinare anche le fasce pediatriche che devono essere immunizzate- prosegue l’infettivologo- È vero che in una prima fase l’attenzione dei ricercatori è stata concentrata sugli adulti e sugli anziani, perché i dati relativi a patologie gravi in queste fasce di età sono maggiori e quindi è giusto che sia iniziata da loro la campagna di vaccinazione. Ma- chiarisce- è importante che vengano vaccinati bambini e ragazzi per due motivi. Il primo è che non è vero che i più piccoli hanno solo manifestazioni lievi del Covid. Purtroppo ci sono stati e ci sono casi di manifestazioni gravi, come la sindrome infiammatoria multisistemica che può portare addirittura al ricovero in terapia intensiva e in alcuni casi ha provocato anche la morte. L’altro motivo- tiene a sottolineare Castelli Gattinara- è che se noi vogliamo cercare di raggiungere l’immunità di gregge, è necessario vaccinare anche bambini e ragazzi, che nel nostro Paese rappresentano circa il 22% della popolazione. Diversamente dovremmo vaccinare tutta la popolazione adulta, ma questo sarebbe impossibile”.

Quanto alla facilità di conservazione e di somministrazione, l’esperto spiega che “il vaccino Pfizer si conserva per molto tempo a temperature molto basse, -73°. Nonostante questo, in tutto il mondo è stato possibile distribuirlo e somministrarlo in diversi contesti, anche se con meno facilità rispetto agli altri vaccini”.

L’auspicio della comunità scientifica è “di avere in futuro un vaccino in un’unica dose, adatto sia ai bambini che agli adulti e che possa essere conservato in frigo. Sicuramente prodotti del genere arriveranno nel prossimo futuro, ma intanto è necessario che prendiamo atto del fatto che Pfizer è il primo dei vaccini disponibili ad ottenere l’autorizzazione per i ragazzi e quindi dobbiamo puntare ad ottenere la stessa autorizzazione pure in Europa. Nel frattempo- aggiunge Castelli Gattinara- anche per gli altri vaccini sono in corso le sperimentazioni sulle fasce di età pediatrica, che sono importantissime perché la risposta immunologica di questa fascia di età non è uguale a quella degli adulti. Bisogna quindi verificare che ci sia una risposta, in termini di sicurezza e di efficacia, uguale a quella già dimostrata per la popolazione adulta”, conclude.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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