Firenze illustra al governo una ‘cura’ in nove misure per le città d’arte

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Il capoluogo toscano ha subito un calo del turismo che supera il 60% e ha bisogno di interventi specifici, che sono stati illustrati durante un incontro tra le istituzioni locali ed il viceministro dello Sviluppo economico
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FIRENZE – La ripartenza delle città d’arte passa da nove misure. Quelle presentate da Firenze al governo. La ‘cura’ è stata illustrata durante un incontro tra il viceministro dello Sviluppo economico, Gilberto Pichetto Fratin, e la sottosegretaria, Anna Ascani, con il sindaco Dario Nardella e l’assessore al Bilancio, Federico Gianassi. Firenze “ha subito una contrazione del turismo mai vista prima“, con il Centro studi turistici che stima un calo di oltre il 60% in Toscana nel 2020. Per questo ha bisogno di interventi specifici, è il teorema promosso.

Nel dettaglio Palazzo Vecchio chiede una norma per alleggerire gli affitti commerciali. “Proponiamo un intervento normativo che garantisca una riduzione del 50% del canone per il conduttore, riconoscendo al locatore di ripianare parte delle perdite con una tassazione agevolata con cedolare secca al 10%”. Scorrendo l’elenco il Comune vuole “una data certa per la riapertura delle fiere internazionali, che non superi il primo luglio 2021″. Il settore, infatti, “rappresenta un volano per tante altre realtà: dai tassisti, agli albergatori fino ai ristoratori e i commercianti”. E ancora, al punto tre c’è “l’introduzione del passaporto sanitario europeo il prossimo 15 giugno, anche solo in forma cartacea se non dovesse essere terminato il percorso tecnico di digitalizzazione”.

Si chiede, ancora, di “istituire un sistema che permetta anche in zona arancione e rossa di aprire i ristoranti per le consumazioni sul posto. Come accade già per i viaggi internazionali, si propone di consentire, a chiunque presenti il certificato di vaccinazione o un tampone negativo effettuato entro le 48 ore precedenti, di poter consumare in un ristorante, restringendo le limitazioni attualmente previste”.

Il municipio ripropone anche il “sostegno economico alle imprese in difficoltà con la collaborazione degli enti locali”. La proposta, varata da Alessandro Petretto e da Lucia Aleotti di Menarini, consiste in un credito d’imposta del 110% da riconoscere alle persone fisiche e giuridiche che intendono sostenere indirettamente le Pmi del proprio territorio. Altro passaggio sta nel garantire il necessario ristoro economico ai Comuni che, come Firenze, hanno annullato la Cosap “per una parte importante del 2021”, come i primi sei mesi dell’anno. La misura “rappresenta un aiuto diretto alle categorie economiche”, ma anche “un grande sforzo economico per i bilanci delle amministrazioni già pesantemente in difficoltà in questi anni di pandemia”. Serve poi una norma “che sospenda o riduca fortemente la Tari 2021 per le attività economiche”. Infine si chiede di “uniformare i criteri di chiusura dei negozi fisici con quelli ambulanti” e “supportare economicamente le categorie più colpite attraverso il blocco del versamento dei contributi previdenziali“.

“Abbiamo portato all’attenzione dei due rappresentanti del ministero dello Sviluppo economico una nota con la sintesi di tutti i punti che abbiamo raccolto in questi ultimi 10 giorni nel corso di numerose riunioni ed incontri avuti con tutte le realtà imprenditoriali della nostra area. Visto che il governo è in procinto di varare una nuova proposta di scostamento di bilancio che dovrà essere votata dal Parlamento, non possiamo perdere l’occasione per ottenere le risorse necessarie a garantire non solo la sopravvivenza delle nostre aziende, ma anche una solida ripartenza economica a cominciare dai prossimi mesi”, sottolinea Nardella.

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