Al Sant’Anna Hospital di Catanzaro a rischio 300 posti di lavori

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Giovanni Parisi, presidente del Cda, lancia un appello finalizzato ad avere un incontro con l'Asp per scongiurare che i dipendenti perdano il lavoro
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REGGIO CALABRIA – “Da quando mi sono insediato nel mese di ottobre del 2020 ho inviato 18 pec, l’ultima il 4 febbraio, per cercare di avere un appuntamento con l’Asp di Catanzaro e interloquire con i commissari straordinari, ma senza alcun esito, non ho mai avuto una risposta. Non sono mai riuscito ad incontrare la commissione straordinaria dell’Asp che è il nostro unico committente, cliente”. Così alla Dire Giovanni Parisi, presidente del Cda del Sant’Anna Hospital di Catanzaro il centro cardiochirurgico con oltre 300 dipendenti tra personale sanitario e amministrativo che rischiano di perdere il lavoro.

“Il Sant’Anna Hospital – aggiunge Parisi – è la clinica più importante della Calabria in termini di fatturato e di performance, con circa 30 milioni di euro l’anno, siamo tra le strutture cardiochirurgiche più importanti d’Italia dai dati di Agenas. Assolviamo al 30% dei Lea regionali, vuol dire che tre pazienti calabresi su dieci con patologie cardiovascolari importanti passano dal Sant’Anna”. L’appello mosso da Parisi è finalizzato ad avere un incontro con l’Asp, “in modo da poterci confrontare sui documenti in maniera legittima e corretta, nel rispetto dei propri ruoli e poi determinarsi”.

“Abbiamo ricevuto – ancora il presidente del Cda – una sospensione delle attività da parte dell’Asp che è stata dichiarata illegittima da una sentenza del Tar. Per cui ad oggi saremmo nelle condizioni di riprendere le attività, ma alla ripresa l’Asp ha nuovamente notificato un provvedimento identico a quello che il Tar aveva annullato dichiarandolo illegittimo. Mi sembra di registrare un comportamento quasi vessatorio”.
Sul comportamento dell’Azienda sanitaria ragiona Parisi potrebbe probabilmente avere un ruolo “l’indagine giudiziaria sul Sant’Anna, che precede il mio insediamento, ha acceso i riflettori sulla clinica. Ma a mio avviso – precisa – non si è data la giusta lettura della vicenda. Una cosa è la vicenda giudiziaria, al momento le indagini sono chiuse e circoscritte ad una fattispecie che non ha nulla a che vedere con i fatti amministrativi attuali, un’altra cosa è l’attività che il Sant’Anna svolge regolarmente sulla base della convenzione con la Regione Calabria e con il sistema sanitario regionale. Ho sempre cercato – conclude Parisi – di far capire di tenere distinti gli aspetti giudiziari da quelli amministrativi”.

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