“Air Italy, la Regione Sardegna non accetterà i licenziamenti”

Così alla "Dire" Alessandra Zedda, vice presidente e assessora al Lavoro della Regione Sardegna, interviene sulla crisi di Air Italy
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CAGLIARI – “La Regione non accetterà mai che il personale di Air Italy possa rientrare nell’ottica di licenziamenti e letterine come quelle arrivate ieri. Ribadiamo poi che la crisi della compagnia ora è un problema nazionale, non può ricadere solo sulla Sardegna”. Così alla “Dire” Alessandra Zedda, vice presidente e assessora al Lavoro della Regione Sardegna, interviene sulla crisi di Air Italy.

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La vertenza è scoppiata improvvisamente– sottolinea in premessa Zedda- la decisione di mettere in liquidazione la società in bonis e le comunicazioni successive, sono arrivate nell’alveo di due giorni. Tanto è vero che ieri la stessa ministra Paola De Micheli ha tentato di fermare la procedura. È vero che la Regione conosceva la situazione di difficoltà e le grosse perdite di Air Italy, ma ricordo che è stato il presidente Christian Solinas, l’anno scorso, a garantire il proseguo dell’attività aziendale”.

Tornando all’emergenza, spiega l’assessora, “le priorità ora sono quelle della continuità aziendale -per garantire qualsiasi forma di di sostegno e integrazione al reddito dei lavoratori- e della continuità dei collegamenti aerei, in particolare per la Sardegna. Se la compagnia va in liquidazione rinuncia al titolo di viaggio, quindi governo ed Enac devono verificare realmente cosa sta succedendo. A questo punto i voli dovranno essere ricoperti da altre compagnie, e il personale messo a disposizione di quei collegamenti”.

C’è poi la prospettiva, spiega Zedda, “ed è fondamentale ribadire che la crisi Air Italy è un problema nazionale, quindi c’è la necessità di rivedere il piano dei traffici nazionali e internazionali in tutti gli aeroporti. Cerchiamo di capire quali sono le compagnie affidabili che possano garantire i collegamenti del nostro Paese, non solo della Sardegna, e valutiamo se c’è la possibilità di rilanciare Air Italy con un altro finanziatore. Quel che è certo è che questa volta la Sardegna pretenderà al tavolo nazionale delle garanzie. Quando parlo di una ‘flotta sarda’ qualcuno banalizza e fa finta di non capire: serve una compagnia che garantisca il diritto alla mobilità di chi vive in questa isola“.

Conclude la vice presidente: “È il sistema Paese che deve relazionarsi con l’Unione europea, basta con i continui vincoli. Qui si deve trovare una formula per salvaguardare la parte normativa comunitaria, ma per tutto il resto dobbiamo operare come sistema Italia. La Sardegna da parte sua è pronta a fare qualsiasi sacrifico, anche finanziario”.

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12 Febbraio 2020
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