Siria, Fridays for Future: “Difendiamo la rivoluzione del Rojava”

"A Firenze manifestiamo alle ore 18:00 in piazza Santa Maria Novella per poi dirigerci sotto il consolato USA"
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ROMA – Nelle ultime ore il governo turco di Erdogan ha iniziato i bombardamenti contro la Confederazione Democratica della Siria del Nord e dell’Est, nella regione del Rojava. Si registrano già i primi morti tra la popolazione civile, mentre le forze di difesa del popolo (le stesse che hanno sconfitto la barbarie di ISIS e in cui ha combattuto Orso, partigiano fiorentino) combattono metro per metro.

“In questo territorio si sta sperimentando da anni una nuova forma di società che sfida il sistema capitalista che sta distruggendo il nostro pianeta, tenendo al centro l’ecologia, l’autodeterminazione delle donne e una democratizzazione radicale di tutti gli aspetti della vita. In questo territorio devastato dal profitto, dal disboscamento, dallo sfruttamento, dall’estrattivismo e dalle monocolture si sta tentando giorno dopo giorno di creare dal basso un nuovo equilibrio ecologico”. Quindi “come Fridays For Future Firenze ci schieriamo a difesa della rivoluzione confederale contro l’attacco assassino di Erdogan“. Così i raggazzi di FFF in una nota. 

“Ci sentiamo vicini ad una rivoluzione ecologica di questo tipo e ne traiamo esempio- dicono da FFF- Il Rojava non sarà una prateria per la speculazione delle grandi multinazionali che estraggono le risorse e inquinano per i loro profitti. Fermiamo l’invasione turca e la dittatura di Erdogan“. Ciò detto, “invitiamo gli altri nodi territoriali di Friday For Future a solidarizzare e a partecipare alle manifestazioni contro la guerra nel nord della Siria convocate in tutte le città. A Firenze scendiamo in piazza, giovedì 10 ottobre alle ore 18:00 in piazza Santa Maria Novella per poi dirigerci sotto il consolato USA”.

“Negli anni precedenti alla rivoluzione, le produzione e l’uso di energia, le cattive politiche di gestione dei rifiuti, e un alto tasso di utilizzo di fertilizzanti chimici in agricoltura hanno danneggiato il terreno, l’aria e l’acqua- ricordano i ragazzi dei Fridays for Future- Inoltre la popolazione deve far fronte ai problemi creati dalla costruzione di dighe nel Kurdistan settentrionale occupato dalla Turchia, e dal conseguente uso incontrollato delle falde acquifere da parte del governo di Erdogan per la propria agricoltura”. Negli ultimi anni “c’è stata una significativa diminuzione nella portata di tutti i fiumi che entrano in Rojava e una conseguente diminuzione del livello delle falde acquifere. La Turchia sta sistematicamente chiudendo il rubinetto dell’acqua del Rojava“. 

Nonostante i molti progetti in atto, “come rimboschimento, creazione di riserve naturali e infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti eco-compatibile e l’aver impedito ad oggi a molte multinazionali come McDonald’s di aprire punti vendita e fare profitto su questi territori- conclude FFF- le strutture dell’Autonomia Democratica sono ancora in una situazione materiale difficile, e in questo momento si trovano a dover far fronte a un attacco militare diretto che vuole distruggere questa esperienza rivoluzionaria”.

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10 Ottobre 2019
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