Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Ex Ilva, cittadini a Roma per “ricordare la gravità della situazione a Taranto”

usb lavoro
In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato in relazione al ricorso presentato da ArcelorMittal contro la sentenza del Tar di Lecce che ha confermato la validità dell'ordinanza di chiusura emanata dal sindaco di Taranto il 27 febbraio 2020
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

BARI – Chiusura immediata dell’area a caldo dell’ex Ilva perché “senza eliminare la principale fonte di rischio di malattie e morte non è possibile costruire alcun cambiamento e si rischia di vanificare i fondi europei per una autentica svolta green”. È quanto chiede il Comitato Cittadino per la Salute e l’Ambiente, costituito da Associazione PeaceLink, Comitato Quartiere Tamburi, Donne e Futuro per Taranto Libera, Genitori Tarantini, LiberiAmo Taranto e Lovely Taranto, assieme ai cittadini che parteciperanno il 12 e il 13 maggio prossimo alla manifestazione che si terrà a Roma per “ricordare la gravità della situazione a Taranto e nei comuni ionici vicini all’area industriale, in occasione dell’atteso pronunciamento del Consiglio di Stato”.

I giudici amministrativi di secondo grado dovranno, infatti, esprimersi in relazione al ricorso presentato da ArcelorMittal e dai commissari contro la sentenza del Tar di Lecce che ha confermato la validità dell’ordinanza di chiusura emanata dal sindaco di Taranto il 27 febbraio 2020, rigettando i ricorsi presentati avverso il provvedimento sindacale da ArcelorMittal Italia e Ilva in Amministrazione straordinaria. La richiesta di chi parteciperà alla manifestazione è “che il Consiglio di Stato non ignori la sentenza di condanna dello Stato italiano per la questione Ilva da parte della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo (Cedu)”. Una sentenza “definitiva e sovranazionale menzionata sia nell’ordinanza del sindaco di Taranto di chiusura area a caldo sia nella sentenza del Tar di Lecce che la conferma”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»