Sabbadini: “Per pari opportunità serve spallata come per green e digital”

"La crisi ci obbliga a essere sfidanti. Italia ultima in Ue per occupazione femminile"
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ROMA – “Sulle pari opportunità serve una spallata, come quella che l’Europa ha dato al Green e al Digital con il paletto del 57% dei fondi destinati dal Recovery. Nell’ ambito della parità di genere ci sono tante cose, come quelle presenti nel Family Act o le materie STEMM, le infrastrutture sociali. Bisogna adottare l’ottica di lottare come l’Europa ha deciso. L’Italia è all’ultimo posto in Europa per il tasso di occupazione femminile. O si concentrano forti risorse o non ne usciamo. La bassa occupazione femminile è diventata infatti strutturale in Italia. Nel 2020 nemmeno il nord è arrivato al 60%, il sud è al 32%”. È un invito, una fotografia e un monito chiaro quello lanciato da Linda Laura Sabbadini, chair W20 che ha aperto i lavori oggi del convegno online ‘#Women20 per un nuovo umanesimo. Analisi e proposte per il rilancio del Paese verso una nuova economia’, organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti in collaborazione con le Donne Imprenditrici di Fipe, Le Contemporanee, Half of It – Donne per la salvezza, Regeneration Y-outh e l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali. L’iniziativa è stata patrocinata dal Women20.

“Siamo in un momento particolarmente difficile a causa della crisi pandemica, anche se siamo nella fase delle vaccinazioni. Questa crisi- ha spiegato Sabbadini- si sovrappone a quella climatica e alla rivoluzione tecnologica e tutte hanno conseguenze specifiche sulle questioni di genere e coinvolgono le donne. Ci obbligano ad essere sfidanti. Se questa è stata una crisi della cura, la centralità della risposta deve essere di cura. Pur nelle differenze- ha aggiunto- Ci sono questioni di fondo che da parte delle delegazione di tutti i Paesi sono strategiche. Nel nostro Paese c’è disattenzione alle politiche sociali, una storica assenza di investimento in servizi sociali, ovvero educativi e d’ assistenza”. Ha concluso Sabbadini: “Nel G20 dobbiamo fare una road map individuando anche quei punti che sono cruciali per il superamento degli stereotipi, ad esempio i libri di testo o la pubblicità”, nel rispetto poi delle differenze tra i vari Paesi.

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