Bonetti: “Eroine che devono tornare nel mondo lavoro, ‘se non ora quando?'”

Per la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti, la questione delle pari opportunità è cruciale per lo sviluppo reale e concreto della vita democratica di un Paese
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ROMA – “Abbiamo un problema con la classe politica in Italia. Io vengo da un partito che ha scelto le pari opportunità nel proprio statuto. La parità di genere si sceglie o rimane sempre una diseguaglianza da sanare”. È la ministra alle Pari Opportunità e alla Famiglia, Elena Bonetti, a stigmatizzare la questione delle pari opportunità come cruciale per lo sviluppo reale e concreto della vita democratica di un Paese. Lo ha detto intervenendo al convegno online ‘Women20 per un nuovo umanesimo. Analisi e proposte per il rilancio del Paese verso una nuova economia’, patrocinato da Women20 e organizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e l’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) in collaborazione con le Donne Imprenditrici di Fipe, Le Contemporanee, Half of It – Donne per la salvezza, Regeneration Y-outh e l’Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali.

In merito alle azioni messe in campo Bonetti ha aggiunto: “Le politiche di promozione della leadership femminile devono essere misurate e voglio reinserirle nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Devono essere introdotte politiche che rendano conveniente la carriera femminile, non basta la defiscalizzazione all’assunzione, ma durante la carriera. Così come la sostituzione della maternità deve essere decontribuita perché sono azioni di beneficio collettivo non solo dell’azienda. Non facciamo parti eguali tra diseguali- ha rivendicato- Se con la crisi le donne hanno perso il lavoro e hanno mantenuto i figli, le case, il luoghi di cura e ricerca sono eroine che dobbiamo rimettere nel mondo del lavoro. È un ‘Se non ora quando’ o saremo accusati dalla storia di aver creato il più grande fallimento”.

E sul Family Act la ministra Bonetti ha ricordato di aver “voluto mantenere dentro il capitolo sull’ investimento professionale delle donne. Il lavoro- ha ricordato- è la forma della cittadinanza e non può essere antitetico alle esperienze personali, la cura inolte non puo appartenere solo alle donne”. Altra questione cruciale a questo riguardo è quella dei servizi. “Bisogna riorganizzare il sistema sociale: l’Italia deve dotarsi di un piano nazionale asili nido che è necessario, bisogna dotarsene, così come lo smart working richiede una riorganizzazione degli spazi di comunità, di un tempo pieno con servizi di educazione non formale”. E una conclusione aldilà di ogni provocazione da donna con formazione STEMM la ministra alle Pari Opportunità ha voluto lasciarla: “Basta con il fraintendimento che il maschile sia ‘neutro’. La differenza delle esperienze di genere va riconosciuta e ricomposta”.

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