Venezuela, l’oppositore politico Fernando Alban è morto in carcere

L'accusa: "Non è suicidio"
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ROMA – E’ morto per le ferite riportate Fernando Alban, oppositore in carcere da due giorni poiche’ sospettato del fallito attentato al presidente Nicolas Maduro di agosto scorso. A darne l’annuncio il procuratore Tarek William Saab, secondo cui Alban, dopo aver chiesto di andare in bagno, “si e’ lanciato dalla finestra, al decimo piano” del carcere interno alla sede dei servizi segreti, anche noto come Sebin. Alban era membro di Primero Justicia (in italiano “Prima la giustizia), partito di opposizione al governo di Maduro. Era stato arrestato venerdi’, poiche’ ritenuto dagli inquirenti tra i responsabili dell’attacco con droni esplosivi diretto al capo dello Stato, durante una parata militare del 6 agosto. I rappresentanti del suo partito hanno detto pero’ di non credere alla versione del suicidio e hanno denunciato “un omicidio politico”. “Le autorita’ intendono cremare il corpo di Alban – si legge ancora sul profilo Twitter del partito – per occultare le prove del suo assassinio. E’ stata la dittatura a uccidere Fernando Alban”. I dirigenti hanno quindi fatto sapere che i familiari “in nessun caso daranno l’autorizzazione per la cremazione” delle spoglie dell’oppositore, che sono poi state restituite alla famiglia. Piu’ cauto il legale Joel Garcia, che ai cronisti ha detto che e’ ancora presto per escludere il suicidio. Nel Sebin, come da tempo denunciano partiti di opposizione e vari movimenti della societa’ civile, risiederebbero principalmente detenuti di coscienza, i quali subirebbero anche abusi e torture. In relazione al fallito attentato di agosto, finora una ventina di persone – tra cui militari – sono finiti in manette.

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