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VIDEO | Nuova vita per Palazzo Bonaparte a Roma: sarà polo di arte e cultura


ROMA – Il popolo lo chiamava ‘bussolotto‘, lei, madama Letizia, nascosta dietro le vetrate osservava la vita della Roma ottocentesca. Oggi, quel misterioso balconcino in legno verde che si osserva da piazza Venezia finalmente diventa accessibile a tutti, così come tutto Palazzo Bonaparte, gioiello barocco dal rigore rinascimentale appena restaurato da Generali Italia. Un intervento lungo un anno che non solo riporta agli antichi splendori affreschi a tutti, ma che trasforma la dimora della madre di Napoleone, che lo acquistò nel 1818 e lo abitò fino alla morte, nel 1836, in un vero e proprio polo di arte e cultura, grazie a una partnership con Arthemisia.

E se oggi, per celebrare la riapertura, il Palazzo resterà aperto a tutti fino a mezzanotte, dal 6 ottobre la prima mostra ne animerà le sale con oltre 50 opere provenienti dalle più importanti collezioni private del mondo, normalmente inaccessibili. ‘Impressionisti segreti‘, questo il tema dell’esposizione, proporrà opere per lo più mai concesse in prestito, tra Monet, Renoir, Cezanne, Pissarro, Sisley, Caillebotte, Morisot, Gonzales, Gauguin e Signac. Il tutto, sotto il segno di ‘Valore cultura’, il programma di Generali Italia nato nel 2016 con l’obiettivo di rendere l’arte e la cultura accessibili a un pubblico sempre più ampio.

“La bellezza di tutto questo sta nel restituire alla comunità i Palazzo- ha detto Lucia Sciacca, direttore Comunicazione di Generali Italia- si tratta di un nuovo passo di ‘Valore cultura’, un progetto che in tre anni ha coinvolto oltre tre milioni e mezzo di persone, con particolare attenzione alle famiglie e ai giovani”.

Dalla sua fondazione nel 1677, Palazzo Bonaparte ha visto avvicendarsi le famiglie romane dei Cervini, Margani, D’Aste e Rinuccini, fino a essere comprato nel 1818 da Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone. Fu proprio lei a volere il famoso balconcino verde che affaccia su piazza Venezia e via del Corso, diventato simbolo del Palazzo stesso. Sempre a lei Canova regalò il modello in gesso della gigantesca statua del Marte Pacificatore, dedicato alla figura dell’imperatore, ancora oggi conservato al centro dell’anticamera dei suoi appartamenti. Con Sciacca, a tagliare il nastro di palazzo Bonaparte anche il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Alberto Bonisoli, e la presidente del gruppo Arthemisia, Iole Siena.

“Partecipare alla nascita di questo nuovo polo culturale è per noi un grande privilegio- ha detto Siena- Porteremo qui mostre importanti, iniziando con l’Impressionismo, uno dei temi più appassionanti per il pubblico”. Presenti anche la sovrintendente ai Beni culturali di Roma, Maria Cristina Marini Clarelli, e il vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale, Luca Bergamo, per il quale “il comportamento di Generali Italia richiama il senso della nostra Costituzione quando parla di impresa privata. Spero sia assunto come modello per altre imprese grandi e piccole”.

Il restauro del 2017 ha riguardato gli spazi interni e quelli esterni, con l’obiettivo di rinnovare gli ambienti esaltandone gli elementi architettonici, storici e decorativi. L’installazione di nuovi pavimenti, che lasciano in mostra gli originali, e di illuminazioni a led rende Palazzo Bonaparte un luogo anche moderno. “Mi piace tagliare i nastri- ha detto infine Bonisoli- soprattutto quando ci si riappropria di un edificio così importante, nel posto giusto a Roma, dove si potrà fare un’operazione di potente valorizzazione di diffusione culturale”.

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9 Luglio 2019
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