Ricercatore arrestato in Egitto, il Governo: “Zaky non è italiano, stabilito il fermo di 15 giorni”

Ministero dell'Interno: 'Su siti sospetti gira voce che sia italiano'
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ROMA – Il ministero dell’Interno egiziano ha confermato il fermo di 15 giorni “stabilito dal procuratore generale” a carico di Patrick George Zaky, il ricercatore egiziano arrestato all’aeroporto del Cairo nella notte tra giovedì e venerdì. Il fermo di due settimane è stato adottato per permettere agli inquirenti “il proseguimento delle indagini” a carico del ragazzo. In un post in lingua araba diffuso sulla pagina Facebook del ministero, si smentisce inoltre che lo studente e attivista per i diritti Lgbt sia “di nazionalità italiana”, notizia che starebbe circolando su alcuni “siti e social network” definiti “sospetti”. Zaky è iscritto al master in Studi di genere presso l’Università di Bologna, ed è attualmente tenuto in stato di detenzione presso la procura della repubblica della città settentrionale di Al-Mansoura.

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FARNESINA: “SEGUIAMO CASO ZAKY, VOGLIAMO MONITORARE UDIENZE”

“Il ministro Di Maio, per il tramite dell’Ambasciata d’Italia al Cairo, segue da vicino e fin dal primo momento il caso dello studente egiziano Patrick George Zaky”. Lo fanno sapere all’agenzia Dire fonti della Farnesina. L’Italia, proseguono le stesse fonti, “ha chiesto l’inserimento del caso all’interno del meccanismo di ‘monitoraggio processuale’ coordinato dalla Delegazione dell’Unione Europea in loco che consente ai funzionari delle Ambasciate Ue di monitorare l’evoluzione del processo e presenziare alle udienze. L’Italia continuerà a seguire il caso sia tramite il coordinamento con i partner internazionali che attraverso gli altri canali rilevanti”.

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9 Febbraio 2020
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