Antico relitto romano con anfore ritrovato nel mare di Ustica

Giace a una profondità di circa 70 metri. Il carico è composto da anfore databili tra il II ed I secolo avanti Cristo
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

PALERMO – Un relitto di epoca romana che giace a una profondita’ di circa 70 metri, di cui e’ ben evidenziato il carico composto da anfore databili tra il II ed I secolo avanti Cristo, e’ stato individuato nello specchio d’acqua antistante l’isola di Ustica dalla Sovrintendenza del mare durante un’operazione di monitoraggio e rimessa in ordine dell’itinerario subacqueo. Le indagini preliminari sono state condotte con il supporto tecnico-logistico della guardia di Finanza.

“Abbiamo ripreso le attivita’ di ricerca e di manutenzione degli itinerari sommersi – dice la Soprintendente del mare, Valeria Li Vigni – grazie all’assessore Alberto Samona’ che ha manifestato la volonta’ di rimettere al centro dell’attenzione la Soprintendenza che rappresenta tutt’oggi un organo di ricerca, tutela e valorizzazione unico in Europa e che prosegue la propria attivita’ in tutti i mari di Sicilia”. Le immersioni sono state effettuate dal segnalatore e altofondalista Riccardo Cingillo.
Durante le tre giornate di lavoro sono state effettuate ricerche strumentali tramite ecoscandaglio, ROV e Rebreather. A Ustica le ricerche proseguiranno con saggi, rilievi videofotografici, e analisi diagnostiche sui reperti recuperati.

“Proseguire e potenziare le ricerche in mare ispirate dall’entusiasmo ancora vivido di Sebastiano Tusa – sottolinea l’assessore ai Beni culturali Samona’ – non e’ solo un atto di rispettosa memoria verso un uomo che ha investito gran parte della propria vita a valorizzare la Sicilia e il mondo sommerso, ma e’ soprattutto un investimento in termini di capacita’ di generare valore, attraverso il potenziamento di un segmento dell’offerta culturale connessa al patrimonio storico-archeologico sottomarino, in linea con i principi dettati dalla Convenzione Unesco sulla fruizione del patrimonio culturale. Ho dato un preciso input alla Soprintendenza del mare – prosegue Samona’ – perche’ prosegua nella ricerca sottomarina e possano ampliarsi le occasioni di conoscenza e divulgazione del patrimonio storico e archeologico custodito dal mare. Un ringraziamento doveroso alla guardia di finanza che ci ha accompagnato anche in quest’ultima scoperta”.

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

8 Luglio 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»