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Calderoli: “Con la riforma dell’autonomia non voglio dividere il Paese”. Bonaccini: “Chiesto il ritiro della bozza”

Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie: "Anche De Luca è favorevole alla riforma, chiede solo alcuni requisiti. Il mio auspicio è che tutta Italia aumenti la velocità"

Pubblicato:08-01-2023 11:24
Ultimo aggiornamento:08-01-2023 22:15
Canale: Politica
Autore:
roberto_calderoli
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ROMA – “Vedo dei timori ideologici nei confronti del testo sull’autonomia differenziata fermo restando che i 120 sindaci che hanno scritto al presidente Mattarella rappresentano una percentuale molto bassa rispetto a tutti i sindaci italiani”. Lo dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, ospite del ‘Caffè della domenica’ di Maria Latella su Radio 24.

“Non ho mai inteso dividere il Paese – garantisce l’esponente della Lega -, né favorire regioni che già viaggiano a velocità diversa rispetto alle aree più deboli dell’Italia, il mio auspicio è che tutti aumentino la velocità: il Nord che con l’autonomia può accelerare e un sud che finalmente si avvicini alla velocità del Nord. In questo modo cresce tutto il Paese“, aggiunge Calderoli.

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Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie torna anche sullo scontro con il presidente della Regione Campania: “Anche De Luca, così come altri esponenti del Pd, è favorevole alla mia riforma sull’autonomia differenziata – assicura Calderoli -, il confronto con De Luca è iniziato in maniera aspra, lui richiede l’inserimento di determinati requisiti nel testo e se questi saranno presenti si è dichiarato favorevole. De Luca ha ben chiaro cosa vorrebbe dire avere un’autonomia rispetto a determinati vincoli statali che gli impediscono di governare, diversamente da altri governatori che ne stanno facendo una battaglia congressuale”, conclude il ministro.

“Abbiamo chiesto a Calderoli di ritirare la bozza. È curioso che dica il contrario di quello che abbiamo chiesto“. Lo dice il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commentando a Matera la bozza di riforma di autonomia differenziata e le parole del suo promotore, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie.

Il candidato alla segreteria del Partito democratico ricorda che Calderoli “era venuto a una conferenza delle Regioni, qualche settimana fa, e siamo intervenuti per chiedergli di ritirarla, e la ritirò, perché non l’aveva discussa con noi e non teneva conto delle nostre richieste. Quando siamo intervenuti io ed Emiliano, abbiamo ricevuto apprezzamenti anche da presidenti di regioni del Sud governate dal centrodestra, come Occhiuto della Calabria o Marsilio dell’Abruzzo. Noi – aggiunge Bonaccini – abbiamo chiesto che l’autonomia differenziata tenga conto di alcune cose, altrimenti non se ne può parlare. Intanto, che non spacchi il Paese. Soprattutto, che non tolga a qualcuno per dare a qualcun altro“.

“Bisogna togliere i termini ‘residui fiscali’ che significa trattenere le tasse nella propria terra: è successione, non autonomia differenziata – osserva il governatore dell’Emilia-Romagna – Abbiamo chiesto che vengano tolte dal tavolo materie come la scuola e la sanità, che sono materie divisive. Un Paese con 20 pubbliche istruzioni in 20 regioni sarebbe un Paese barzelletta. E abbiamo chiesto che vengano definiti i livelli essenziali di prestazione prima, non dopo”.

Bonaccini continua: “Abbiamo chiesto che venga fatta una legge quadro in Parlamento. Insomma, se l’autonomia differenziata è togliere risorse al Sud per darle al Nord, non siamo d’accordo. Se l’autonomia differenziata è, invece che parlare di risorse, parlare di semplificazione per liberare la vita da troppa burocrazia per cittadini e imprese, siamo d’accordo. Se è programmabilità certa degli investimenti e delle risorse da spendere, cosa che ogni anno è un terno al lotto sull’anno successivo, siamo d’accordo. Questa bozza Calderoli a noi non piace“, conclude il presidente della Regione Emilia-Romagna.

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