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De Luca: “Italia nelle mani di fascisti, Meloni non parli di nazione”. E del Pd dice: “Vecchi marpioni”

Il governatore della Campania spara a zero su Meloni: "Ha un vocabolario limitato, usa sempre la parola 'nazione'". E ne ha anche per il Pd: "Più sei ciuccio più vai avanti"

Pubblicato:07-11-2023 20:26
Ultimo aggiornamento:08-11-2023 09:46
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NAPOLI – “Noi abbiamo consegnato l’Italia nelle mani… della destra ideologica. Volevo dire dei fascisti ma… però nei territori i conti non sono stati fatti”. Lo dice, presentando il libro Nonostante il Pd nel Tennis club di Napoli, il governatore campano Vincenzo De Luca.
Meloni avrebbe potuto creare una destra moderna, europea, una grande forza di destra italiana da contrapporre a una forza progressista, ma non ce l’ha fatta e non ce la fa“, aggiunge il presidente della Regione Campania.

E attaccando ancora la presidente del Consiglio dicendo: “Meloni – spiega – adopera sempre parola la ‘nazione’. Ha un vocabolario limitato… Questo mi fa venire l’orticaria. Perché il concetto di nazione è storico-ideale. Se parli delle infrastrutture o delle reti fognarie, parli di ‘paese’… o no?”.
“La parola nazione – insiste De Luca – è stata tradita dal fascismo e noi abbiamo perduto, per la guerra fascista, dei territori e abbiamo rischiato di perdere Trieste. Allora, non parlare tu di nazione, lo facciamo noi, tu non ne hai titolo”.

“NEL PD PIÙ SEI CIUCCIO E PIÙ VAI AVANTI”

“Nel Pd attuale il metodo scelto è la selezione in negativo: più sbagli, più sei un ciuccio e più vai avanti. Il loro problema è non avere concorrenti nella prossima campagna elettorale per quando devi fare le liste, e non governare l’Italia”. Lo dice il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca presentando il suo libro “Nonostante il Pd” nel Tennis club di Napoli.
Con questo gruppo dirigente non ho da spartire niente – aggiunge – ma non mi sento di tradire quelli che hanno combattuto con me e che ci hanno creduto”.

“IL PD? VECCHI MARPIONI TUTTI LÌ, COSÌ NESSUN RINNOVAMENTO”

“Il Pd era un grande partito, ma per non aver avuto il coraggio di cogliere la modernità, quel grande partito, tra gli applausi, ma è morto, tra le bandiere al vento, ma è morto. Perché la realtà non abbiamo saputo governarla”. Lo dice, presentando il suo libro Nonostante il Pd al Tennis club di Napoli, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
“Per una forza come la nostra non abbiamo spiegato ancora – aggiunge il governatore – perché gli operai votano a destra, hanno votato per la Lega. Sul piano culturale, sociologico, non abbiamo capito come si è trasformata neanche la figura dell’operaio”.
Nel partito ci sono “gruppi dirigenti che io chiamo anime morte, perché – spiega – non contano nulla nelle aree sociali di appartenenza, non li conoscono nemmeno. Quando vai al disastro elettorale devi chiederti: ma chi ha governato per dieci anni? Chi ha fatto parte della segreteria? Chi è stato nel governo senza nessun merito? Non ci sarà il rinnovamento perché i vecchi marpioni e capicorrente sono tutti lì. Nel mio libro dico che sembrano turisti svedesi capitati per caso”.
“Io – osserva ancora il governatore – sono contro la rottamazione, che è politicamente idiota e umanamente volgare, ma a un certo punto un giudizio di merito devi proporlo, o l’Italia non la governi mai”.

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