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VIDEO | Ancora razzismo a Casal Bruciato: “I rom? Li vogliamo vedere tutti impiccati”

Proseguono da ieri le proteste a Casal Bruciato per l'assegnazione di una casa popolare ad una famiglia rom di 14 persone. "Nei quartieri nostri non li vogliamo". Il padre: "Siamo in regole, miei figli italiani"
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ROMA – “Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati“. A dirlo alcune donne radunate in via Satta, a Casal Bruciato, sotto l’appartamento assegnato ieri ad una famiglia rom di 14 persone. “A mio figlio hanno puntato un coltello sotto la gola per togliergli un euro, l’ho portato dallo psicologo per due anni”, racconta una 50enne, che aggiunge: “Per me non sono rom, per me sono zingari. Non li vogliamo, se li devono portare via”. E un’altra donna dice: “Al centro di Roma ci sono tante casa sfitte, ma nei quartieri nostri non devono entrare“.

Non si placano le proteste in via Satta, a Casal Bruciato, sotto l’appartamento al secondo piano assegnato ieri ad una famiglia rom. Nel piazzale condominiale oltre ad una trentina di cittadini, Casapound ha installato un gazebo e alcune bandiere italiane. Al momento la famiglia rom, un nucleo di 12 persone, non si trova in casa perché ricevuta dal Dipartimento Politiche abitative del Campidoglio. Due dei figli maggiori della coppia rom, secondo quanto si apprende, hanno abbandonato l’appartamento durante la notte. Una ragazza in particolare, sembrerebbe a causa di un malore.

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AL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO IV DICONO: “SI PORTI ROM A CASA”

“Ma perché non se li porta a casa lei”, “Non potete pensare di portare persone portatrici di disagi in una zona già disagiata“, “Guardate in faccia la gente e rendetevi conto di come vive la gente”. Queste alcune delle frasi rivolte dai cittadini di Casal Bruciato a Roberta Della Casa, presidente del IV Municipio, arrivata in via Satta dove è in corso un presidio contro l’assegnazione di un alloggio popolare ad una famiglia rom. “Questi che reddito hanno? Pagano l’affitto?”, ha chiesto una donna del quartiere alla presidente. “Perchè fate queste cose qua?”, ha incalzato un cittadino. “Ancora non te ne vai”, ha gridato qualcun altro.

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CAPOFAMIGLIA ROM: I MIEI FIGLI NON POSSONO USCIRE

Il capofamiglia della famiglia a cui è stato assegnato l’appartamento ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus, intervistato da Emanuela Valente. “Stanotte i bambini avevano molta paura e piangevano– ha affermato l’uomo- Una delle mie figlie sta male e l’ho portata nel campo nomadi dove abitavamo prima. Volevo portarla all’ospedale, ma lei mi ha detto di no, era in preda all’ansia e alla paura. Gli altri bambini che hanno dormito qui nell’appartamento hanno avuto paura e per tutta la notte non hanno dormito. Io vorrei restare, però i vicini danno fastidio, i miei figli non possono uscire giù, non possono fare niente, non posso portarli neanche a scuola. Sono sceso io e ho comprato cornetto e cappuccino per fargli fare colazione. In casa siamo 14, io sono bosniaco, sono arrivato in Italia nel ’92, veniamo dal campo rom di Ciampino. Abbiamo fatto la richiesta per questa casa popolare nel 2017, abbiamo tutto in regola, siamo in regola con documenti e permesso di soggiorno“.

E ancora: “I miei bambini sono nati in Italia e sono cittadini italiani, il più grande ha 21 anni e il più piccolo 2. La casa è grande 106 mq, per me va bene, è grande abbastanza. Per pagare l’affitto faccio il mercatino, ho una partita Iva, faccio piccoli lavori. Se ci mandano via da qui dobbiamo tornare nel campo rom dove stavamo prima. Italiani razzisti? Non penso siano razzisti, perché sono 30 anni che vivo in Italia e sono sempre stato bene, tranquillo, i miei figli vanno a scuola senza problemi. Però questa notte hanno avuto paura”.

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