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L’attacco hacker non ha colpito istituzioni o settori critici in Italia

Riunione a Palazzo Chigi tra Mantovano, Baldoni e Belloni: "Non è stata l'aggressione di uno Stato ostile"

Pubblicato:06-02-2023 13:18
Ultimo aggiornamento:06-02-2023 15:52

attacco hacker
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ROMA – Dopo il massiccio attacco hacker di domenica che ha colpito diversi Paesi in tutto il mondo, stamattina a Palazzo Chigi si è tenuta una riunione coordinata dal sottosegretario con la delega alla Cybersecurity Alfredo Mantovano, con il direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) Roberto Baldoni e la direttrice dei servizi segreti Elisabetta Belloni. L’incontro, comunica Palazzo Chigi, “è servito a verificare che, pur nella gravità dell’accaduto, in Italia nessuna istituzione o azienda primaria che opera in settori critici per la sicurezza nazionale è stata colpita“.

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“NO ATTACCO STATO OSTILE, SONO STATI HACKER PER RISCATTO”

“Il Governo adotterà tempestivamente un Dpcm per raccordare il fondamentale lavoro di prevenzione delle Regioni con Acn – prosegue la nota dell’esecutivo -. Nel contempo la stessa Agenzia istituzionalizzerà un tavolo di interlocuzione periodica con tutte le strutture pubbliche e private che erogano servizi critici per la Nazione, a cominciare dai ministeri e dagli istituti di credito e assicurativi“.


Da Palazzo Chigi proseguono: “Nel corso delle prime attività ricognitive compiute da Acn e, unitamene assieme alla Polizia Postale, non sono emerse evidenze che riconducano ad aggressione da parte di un soggetto statale o assimilabile a uno Stato ostile; è invece probabile l’azione di criminali informatici, che richiedono il pagamento di un ‘riscatto’“.

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“CHI NON SI È PROTETTO NE PAGA LE CONSEGUENZE”

“L’aggressione informatica, emersa già dalla serata del 3 febbraio e culminata ieri in modo così diffuso, era stata individuata da Acn come ipoteticamente possibile fin dal febbraio 2021 – informa il Governo -, e a tal fine l’Agenzia aveva allertato tutti i soggetti sensibili affinché adottassero le necessarie misure di protezione. Taluni dei destinatari dell’avviso hanno tenuto in debita considerazione l’avvertimento, altri no e purtroppo oggi ne pagano le conseguenze”.

“Per fare una analogia con l’ambito sanitario, è accaduto come se a febbraio 2021 un virus particolarmente aggressivo avesse iniziato a circolare, le autorità sanitarie avessero sollecitato le persone fragili a una opportuna prevenzione, e a distanza di tempo siano emersi i danni alla salute per chi a quella prevenzione non abbia ottemperato – si legge ancora nella nota -. Il lavoro che Acn e Polizia postale stanno svolgendo in queste ore è anche quello di identificare tutti i soggetti potenzialmente vulnerabili, in modo da circoscrivere gli effetti negativi che potrebbero derivare non solo per i loro sistemi informatici, ma pure per la popolazione (si pensi alle ricadute relative al blocco del sistema di una Asl). Si rinnova pertanto la raccomandazione a che tutte le realtà coinvolte intensifichino le misure di prevenzione possibili, ponendosi immediatamente in relazione con Acn, se non vi hanno già provveduto”, conclude Palazzo Chigi.

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