Scuole chiuse in Puglia, Codacons e genitori ricorrono al Tar

Dopo l'ultimo dpcm per l'associazione dei consumatori "l'ordinanza doveva considerarsi superata", ma il governatore Emiliano e l'assessore Lopalco hanno annunciato che resterà in vigore fino al 24 novembre
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

BARI – Il Codacons di Lecce ha presentato, con un gruppo di genitori di alunni di scuole elementari, medie e superiori, un ricorso al Tar contro l’ordinanza regionale che ha sospeso le lezioni in presenza nelle scuole pugliesi. “Appare veramente paradossale che il presidente della Regione in estate abbia deciso l’apertura delle discoteche con tutto quello che tale scellerata scelta ha portato con sé, e in autunno decida impunemente e contro il parere del Governo e della più elementare logica la chiusura indiscriminata delle scuole”, sostiene il Codacons di Lecce evidenziando che “le linee guida elaborate a livello ministeriale appaiono sufficienti a tutelare i ragazzi all’interno delle scuole”, mentre il provvedimento firmato dal presidente Emiliano crea “disparità di trattamento fra situazioni uguali, mette sullo stesso piano province con tassi di contagio molto diversi e si pone in aperto contrasto con le disposizioni nazionali”. “Dopo le disposizioni, pure molto più restrittive in generale, contenute nel nuovo Dpcm – sottolinea il Codacons – l’ordinanza doveva considerarsi superata. E invece, con un’arroganza senza pari, il presidente Emiliano e l’assessore Lopalco hanno subito annunciato che rimane in vigore fino alla scadenza del 24 novembre 2020: è situazione inaccettabile”.

Per l’associazione dei consumatori “l‘attuale situazione deriva da una deficiente organizzazione sanitaria e da una mancata considerazione degli effetti che il trasporto pubblico, riportato a pieno regime, avrebbe avuto sulla diffusione del contagio da Covid-19“. 

LEGGI ANCHE: Lopalco: “Stop scuole in Puglia per grido di dolore della sanità territoriale”

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on email
Share on print

Leggi anche:

5 Novembre 2020
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»