VIDEO | Coronavirus, Società italiana di pediatria: “Negli ultimi 3 mesi più bimbi con eritemi e ‘geloni'”

Sotto esame le relazioni con il virus che tocca vasi sanguigni come per Kawasaki
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ROMA – “Negli ultimi tre mesi abbiamo avuto un maggior numero di bambini che si sono presentati presso i nostri ambulatori ospedalieri con manifestazioni cutanee di vario tipo. Alcune di queste sono state messe in relazione con la patologia da Sars-Cov-2: dall’orticaria agli eritemi diffusi, fino a quello piu’ caratteristico definito Erythema Pernio, che le nostre nonne definivano piu’ semplicemente come ‘geloni‘. Sono tutte situazioni che possono avere relazione con un virus che ha un interessamento a livello vascolare, ovvero dei piccoli vasi sanguigni”.

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Rino Agostiniani, vicepresidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip) e direttore dell’Area di Pediatria e Neonatologia dell’Azienda Usl Toscana Centro e primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Jacopo di Pistoia, torna a parlare all’agenzia di stampa Dire sulle nuove espressioni sintomatologiche del virus Covid-19.

Il pediatra interviene, tuttavia, per fare chiarezza: “È difficile stabilire se realmente c’e’ un rapporto stretto di causa-effetto, perche’ una larga fetta di questi bambini non ha eseguito accertamenti per la ricerca del Covid-19, oppure in una buona parte dei casi questi accertamenti sono risultati negativi”. Quindi, a livello eziologico non c’e’ ancora una certezza: “Abbiamo un dato numerico di coincidenza temporale di tante di queste manifestazioni con la presenza di suddetto evento epidemico, ma una chiara dimostrazione di rapporto eziologico tra il virus e l’insorgenza di tali manifestazioni ancora non c’e'”, afferma lo specialista.

CORONAVIRUS E SINDROME DI KAWASAKI

Si parla anche di un’altra correlazione, quella tra Covid-19 e sindrome di Kawasaki nei bambini positivi al Coronavirus. “Su questo tema e’ partita un’attivita’ di monitoraggio da parte della Sip- ricorda il vicepresidente- per verificarla. Non abbiamo assistito ad un aumento significativo del numero dei casi in tutte le regioni, pero’ quello che e’ accaduto in determinate realta’, in particolare nella zona di Bergamo, ci induce a riflettere e a fare una valutazione piu’ chiara e precisa della possibile relazione tra queste situazioni. Anche la Kawasaki e’ una malattia che interessa i vasi sanguigni- aggiunge Agostiniani- quindi puo’ esserci una relazione con piu’ forme virali che possono attivarla. Non conosciamo oggi quella che e’ la reale causa della malattia di Kawasaki- conclude- ma sappiamo che determinate forme virali possono essere un meccanismo attivatore della malattia”.

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CORONAVIRUS, SIP: “STILI DI VITA VERO STRUMENTO PER LA PREVENZIONE DELLA MALATTIA”

Se le categorie di persone piu’ a rischio di contrarre il virus Covid-19 sono quelle che presentano comorbilita’ e patologie croniche, allora questa epidemia che ha investito il mondo ci ha anche insegnato qualcosa: “Ha messo fortemente in evidenza che tutta una serie di patologie croniche che si sviluppano con il progredire dell’eta’ della popolazionediabete, obesita’, sindrome metabolica o ipertensione – possono essere prevenute con l’adozione di adeguati stili di vita fin dai primi periodi della nostra esistenza. Questo potrebbe essere un momento ideale per ribadire l’importanza di una corretta alimentazione, dell’attivita’ fisica, del rispetto per l’ambiente e delle buone relazioni sociali. Si tratta di determinanti di salute importantissime, su cui incidera’ non solo la durata ma soprattutto la qualita’ della vita futura”. Parla chiaro Rino Agostiniani, il vicepresidente della Societa’ italiana di pediatria (Sip). Se per il direttore dell’Area di Pediatria e Neonatologia dell’Azienda Usl Toscana Centro, nonche’ primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale San Jacopo di Pistoia, “al primo posto si mette sempre la salute dell’individuo, al secondo c’e’ il tema della sostenibilita’ del sistema sanitario nazionale.

LA SOSTENIBILITA’ DEL SSN

“Piu’ patologie croniche abbiamo- ricorda Agostiniani- maggiori saranno i costi e l’impegno che il Servizio sanitario dovra’ dedicare a questa tipologia di problemi. È chiaro che la quantita’ di risorse che dedico in un settore andra’ a diminuire un poco quelle che potro’ dedicare ad altri settori, per cercare di garantire il miglior stato di salute possibile ai cittadini di un determinato Paese”. Occorre, dunque, puntare l’attenzione sul numero di anni di vita in buona salute di ogni persona. “C’e’ tutta una letteratura forte in questo senso- prosegue il pediatra- che opera una distinzione importante tra la durata della vita e quanti anni di buona qualita’ di vita si possa continuare a garantire al superamento di una certa soglia di eta’. È una riflessione estremamente importante da fare per entrambi gli aspetti che abbiamo sottolineato- conclude- sia per la qualita’ di vita dell’individuo, che per la sostenibilita’ del Sistema sanitario del Paese”

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5 Maggio 2020
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