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Tutti in campo contro il virus… ma state tranquilli è già tra noi

L'editoriale del direttore Nicola Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Una giornata a Montecitorio, tra deputati (pochi), giornalisti e dipendenti vari, a parlare di misure e contromisure. Contro il virus che sta paralizzando il paese, ha trasformato ogni notizia in un bollettino con i caduti, feriti e guariti, di fatto ha tolto il sorriso e la libertà. Dopo la decisione di chiudere tutte le scuole, il Consiglio dei ministri chiama i giornalisti per parlare delle risorse, tante, che tutti in coro, opposizione compresa, andremo a chiedere all’Europa. Che stavolta dovrà scucirle senza dire ‘a’, altrimenti vai a fermare poi la nuova guerra per l’Italexit. Le giornate scorrono, è sparito il sorriso, tra i giornalisti si scherza ma sempre con un sottotono di timore. E se questo virus non si arresta? Anche le nuove decisioni prese in questi minuti fanno sorridere, e preoccupano. La Camera dei Deputati, per contrastare la diffusione, lavorerà solo di mercoledì. E vai con le battute: “Già, perché il virus quel giorno resta fuori…”.

Ci si aggira per i corridoi mantenendo la distanza di sicurezza, quando arriva un colpo di tosse, uno starnuto, si cerca subito il colpevole. Tutti stanno lì a spruzzarsi amuchina sulle mani, che ormai risultano più chiare del solito. Altre notizie: “La popolazione di Vo’ (comune del padovano) dovrà sottoporsi tutta al tampone…”. Trasformati in cavie, per capire come il virus si trasmette, in che modo. Ancora, il Governo ha sospeso “sine die” il referendum sul taglio dei parlamentari previsto a fine marzo. Altre battute e sarcasmo: “Perché non c’è una data? Non si sa se farlo perché moriremo tutti?”. E le regionali di fine maggio? Si faranno? E gli europei si giocheranno? Anche il Pd lancia una campagna nazionale per informare i cittadini… A distanza, perché voglio vedere qualcuno che organizza banchetti e chiama a raccolta la gente. Tra i pochissimi che parlano di politica, qualcuno si sofferma sulla partita in corso, sul presidente del Consiglio che si sta giocando il tutto per tutto.

Tra un mese quando il Paese piangerà miseria – dice un parlamentare- vedrete che bisognerà trovare il colpevole e quello sarà Conte. A quel punto si punterà ad una figura forte, che salvi il Paese. Un Draghi, magari garantendogli il Quirinale subito dopo”. Vi lascio una poesia di Trilussa, per sorridere delle nostre umane debolezze.

L’educazzione

Ce fu ‘na mosca che me se posò su un pasticcio de gnocchi; io la cacciai, ma quella, sì, scocciante più che mai, fece un giretto ar sole e aritornò. – je strillavo – “sciò! Ché si t’acchiappo, guai! Si fussi ‘na farfalla, embè, pazzienza, ché armeno quelle vanno su le rose, ma tu che te la fai su certe brutte cose, è ‘na schifenza!” La mosca m’arispose: “Avrai raggione, ma la corpa è un po’ tua che da principio nun m’hai saputo dà l’educazzione. Io trovo giusto che me cacci via, si vado su la robba che te piace, ma nun me spiego ché me lasci in pace, quanno me poso su ‘na porcheria!”

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