VIDEO | Amazzonia, Mons. Pasqualotto: “Salvate i fiumi dell’Ecuador”

L'intervista con l'agenzia 'Dire' si tiene nel capoluogo della regione ecuadoriana, solcata dai mille torrenti che precipitano dalle Ande verso la foresta pluviale
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TENA (ECUADOR) – “Questo non è più un paradiso terrestre, siamo stati colpiti dal peccato originale, con la corruzione, la deforestazione e i veleni che si riversano nei fiumi” denuncia Adelio Pasqualotto, vicario apostolico della diocesi di Napo.

L’intervista con l’agenzia ‘Dire’ si tiene nel capoluogo della regione ecuadoriana, solcata dai mille torrenti che precipitano dalle Ande verso la foresta pluviale. Lo spunto è il Sinodo per l’Amazzonia, al quale il vicario parteciperà in Vaticano dal 6 al 25 ottobre.

“Porterò un documento frutto di mesi di lavoro dei nostri villaggi indigeni” annuncia monsignor Pasqualotto: “Le comunità hanno partecipato parecchio agli incontri e allora mi sento tranquillo, con la voglia di parlare della nostra Amazzonia”.

Rispetto all’impegno in Vaticano c’è il desiderio di “un lavoro sinodale”, svolto insieme con gli altri. Allo stesso tempo, sottolinea il vicario, serviranno testimonianze autentiche: “Bisogna dire che i nostri fiumi non hanno più acqua pulita, che la gente corre dove dicono ‘c’è oro c’è oro’ e poi usa il mercurio avvelenando i fiumi che diventano colore del caffè”.

Secondo monsignor Pasqualotto, della congregazione dei Padri giuseppini del Murialdo, originario della provincia di Vicenza, “ci sono problemi gravi perché il governo firma di nascosto contratti di sfruttamento minerario dimostrando nei fatti che non gli importa di difendere la natura”. La riprova sarebbe lo sversamento di mercurio, utilizzato nel fiume Anzu e in altri affluenti del Napo sia da minatori informali che da società internazionali per separare le pagliuzze aurifere da terra e detriti.

Illeciti e rischi per la salute denunciati più volte da Casa Bonuchelli, un centro impegnato dal 2006 nel recupero, nella formazione e nell’inclusione di bambini, adolescenti e giovani che vivono in situazioni di rischio. A gestirlo i cooperanti di Engim: l’ong, parte della federazione cattolica Focsiv e legata ai Padri giuseppini del Murialdo, può contare su uno staff multiculturale arricchito dalla presenza di 13 volontari italiani giunti attraverso i programmi del Servizio civile e dei Corpi civili di pace.

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4 Settembre 2019
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